sabato, 20 giugno 2009
L'incontro con Claudine Giovannoni è cominciato nel mondo virtuale. Un commento sul blog, uno scambo di e-mail.
Il tema è affascinante, quasi una scommessa: come posso usare internet per promuovere i miei libri e il mio impegno sociale e umanitario?
Con un blog? Su anobii? e poi? Parliamone.

Claudine GiovannoniL'incontro faccia a faccia, in un bar a Locarno a cavallo della pausa di mezzogiorno è stato ancor più interessante.
Claudine infonde nei suoi interlocutori serenità, fiducia e entusiasmo
per le sue idee. Scopro - come ho scritto in un commento - che davvero la fraternità e l'amore per e tra le persone sono universali e comuni a tutte le persone, indipendentemente dalla loro fede o dalle convinzioni religiose.

Claudine è Una cittadina del mondo che scrive per passione. Di lei dice: "Vivo nella primavera dei sensi, dove i contorni della fantasia si confondono, tuffandosi a capofitto nel mio cuore, in un'altra dimensione".
Scrivere è per lei un modo mettere a disposizione di tutta l'umanità un suo "dono": i ricavi dei diritti d'autore per i suoi libri sono devoluti ad associazioni che operano per portare aiuti e sollievo ai bambini e ai poveri di tutto il mondo per riceverne in cambio... un sorriso di gioia e di gratitudine.
I diritti del primo libro Il Kumihino del Sole vanno a favore di African Smile, mentre quelli per Nebbie nella Brughiera porteranno aiuto all'Associazione Kam for Sud.

Scrive Claudine Giovannoni: "Il mio è un mondo anomalo dove regna la fantasia ed il desiderio di cambiare tutte quelle cose che non vanno... lo faccio per la profonda convinzione
che ogni essere senziente ha un compito su questo pianeta: io ho trovato il mio!"

I suoi libri, pubblicati da Seneca Edizioni, Torino possono essere acquistati anche online:

Il Kumihino del Sole

Nebbie nella Brughiera

sabato, 04 aprile 2009
Due telefonate e un appuntamento. L'incontro con Chiara, una dei miei venticinque lettori, mi apre le porte del tribal marketing o marketing tribale.

Un esempio di marketing tribale (via Ninjamarketing)La mia curiosità si eccita. Obiettivo del marketing tribale è creare attorno ad un'azienda, un prodotto, un servizio una comunità di consumatori. I risultati saranno un preciso posizionamento, una community che si incontra e si riconosce attorno ai prodotti o ai servizi dell'azienda e che collabora nello sforzo di ascoltare e coinvolgere i consumatori.
Tra le sue fonti, Chiara cita anche Ninjamarketing, il sito che si definisce "il primo osservatorio italiano di marketing postmoderno". Lì ritrovo Roberta Collina; il suo Lo direi così mi ha accompagnato nei primi passi nel modo del marketing non convenzionale.

Chiara deve presentare la tesi per il bachelor alla Facoltà di Scienze economiche e sociali dell'Università di Ginevra.
La seguirà la professoressa  Michelle Bergadaà responsabile anche dell' OSVM, Osservatorio di vendita e strategie di marketing.

Il progetto di Chiara è una tesi sulle esperienze di marketing tribale in Ticino.
Ci sono, in Ticino (e/o nelle province di Como e Varese) aziende che utilizzano il marketing tribale? quali sono le loro esperienze? e i risultati?
Esploriamo insieme le nostre conoscenze della realtà web 2.0 in Ticino.

Quali possibili casi di studio emergono la community di Rete Tre, i siti e i  blog dei contadini e dei produttori Bio che si riconoscono in Agrifutura e nel blog Agricoltura Ticinese, le esperienze - un gruppo anche su Facebook - del Parco Avventura di Gordola.

Sarà sufficiente per convincere l'assistente ad accettare il tema? Ci sono altre esperienze che noi non conosciamo?
I tempi stringono. Se qualcuno conoscesse esperienze di tribal marketing nella Regio Insubrica potrebbe essere così gentile di segnalare il link nei commenti?
Anche a nome di Chiara, Grazie 1000.
domenica, 02 novembre 2008
Come misurare il successo di un sito Internet?
Il numero delle visite, la loro provenienza, la fedeltà dei visitatori sono alcuni fra i parametri che indicano la popolarità del nostro sito.
Li troviamo nelle statistiche.
Personalmente uso Google Analytics e mi diverto a scoprire di avere più lettori in Italia che in Svizzera (3:1) o ad immaginarmi chi e perché ha visitato il blog dalla Romania o dall'Argentina.

Altri parametri sono il PageRank (5/10) o l'Autority attribuita da Technorati (sono a 30 ma ho fatto meglio).

Molta importanza è attribuita anche ai risultati dei motori di ricerca.
Molti si accontentano di ritrovare il proprio nome, oppure l'indirizzo del proprio sito.
Più importante, se attraverso il sito cerchiamo visibilità, clienti e business, è però il risultato che si ottiene con la ricerca di alcune parole chiave (keywords) con le quali vogliamo caratterizzare il nostro sito: ad esempio: copywriter in Ticino o a Bellinzona.
Pochi sanno che questi risultati non sono il frutto del caso.
O meglio: la posizione del proprio sito sui motori di ricerca può essere curata e migliorata.

È la professione del SEO (da non confondere con il CEO): Search Engine Optimizator o, in italiano, ottimizzatore per i motori di ricerca.
Un bravo SEO sa scegliere le giuste keywords (e molto altro ancora) per aiutare un sito a figurare sulle prime pagine delle ricerche.

I questi mesi, ho imparato molto sulle attività di SEO seguendo i blog di Alex Badalic, Emanuele Tolomei e Sean Carlos.
O meglio, credevo di avere imparato.
La mia ignoranza in materia di SEO (e, ahimé, non solo) è stata messa impietosamente a nudo da 15 domande, 5 settimane, 5 libri in omaggio, ecco il quiz SEO.
Scrive Sean: "una sorta di svago autunnale, orientato a stimolare un po' di discussione ed a sfatare i luoghi comuni sullo strumento Internet più utilizzato per trovare i prodotti e i servizi di un'azienda e non solo".
Non un sondaggio scientifico ma nemmeno un concorso.

L'obiettivo è dimostrare non solo l'importanza ma anche la vastità delle competenze di un buon SEO. Una professionalità sempre più importante per le attività di marketing nel mondo del web 2.0, che merita di essere riconosciuta e... adeguatamente compensata.
In Italia ma anche nella Svizzera italiana.
Dalle aziende ma anche da alcuni siti istituzionali (o di enti e attività lautamente sostenuti dal denaro pubblico).
domenica, 20 luglio 2008
Negli scorsi giorni ho annunciato (qui) la mia adesione a Codice Internet, un progetto che vuole divulgare l'uso di Internet e che, in poco tempo, ha già raccolto più di 300 adesioni.
Guardando alla realtà italiana, Alex Badalic osserva (giustamente) che il successo di Codice Internet dipende anche dalla possibilità di aumentare il numero delle persone che utilizzano  Internet.

Qual è la situazione in Svizzera?
Negli scorsi giorni sono stati pubblicati i risultati della ricerca NET-Metrix-Base 2008-I (periodo ottobre 2007 - marzo 2008). Ecco i dati più importanti.
In Svizzera (e Lichtenstein), gli utilizzatori di Internet sono 4'457'000 pari al 77.2% della popolazione. Di questi, 4'013'000 (68.0% della popolazione) lo utilizzano almeno una volta la settiama. Più di uno svizzero su due, cioé 3'319'000 (56.2%) accede a Internet una o più volte al giorno; sono i cosidetti Heavy User.

Nella Svizzera italiana, gli utilizzatori di Internet sono 176'000 (64.3% della popolazione). Estrapolando gli ultimi dati conosciuti (qui) il numero degli Heavy User può essere stimato in circa 100'000.

La ricerca conferma un certo ritardo della Svizzera italiana nell'approccio a Internet. Una realtà che il "Rapporto sulla società dell'informazione in Svizzera" fa risalire alle diverse caratteristiche geografiche e demografiche e, in particolare, alla piramide delle età: "gli italofoni presentano una maggiore proporzione di seniors" (pag.7).

Tra il 2006 e il 2007, il numero degli utilizzatori nella Svizzera italiana è cresciuto (3.5%) più del doppio rispetto alla media svizzera (1.6%). Non sembra azzardato collegare questo recupero anche all'aumento del numero degli over 50.
L'aumento degli utilizzatori nella Svizzera italiana è confermato anche dai dati relativi all'aumento dei visitatori e della visite ai siti web di Ticinonline e dei tre quotidiani.

Inviare e ricevere e-mail resta (2007) l'uso più ricorrente di Internet per 9 persone su 10. Molto diffusa è anche la ricerca di informazioni (motori di ricerca e pagine con notizie). In forte crescita (dal 2001) sono le operazioni bancarie (dal 23 al 29%) e le ricerche di lavoro (dall'11 al 16%).
Secondo NET-MEtrix-Base 2008-I fra chi usa Internet almeno una volta la settimana, il 37.0% legge i giornali; il 23.1% ascolta la radio, il 10.0 telefona e il 7.3% guarda la televisione. Il risultato complessivo è deteminato in particolare dai giovani fra i 14 e i 19 anni che registrano tassi nettamente più alti dei loro genitori (over 50) in particolare per l'ascolto della radio (23,1% contro 5.6), l'uso del telefono (14.1 vs 4.9) e la televisione (18.6 vs 2.8).

Concludo questa serie di cifre, con uno sguardo alla vicina Lombardia. Le persone che vivono nel "contesto regionale allargato del Ticino" sono 9 milioni. Con un tasso del 25%, gli utilizzatori di Internet sono 2'250'000. Se anche solo il 10% può essere considerato Heavy User otteniamo comunque un bacino potenziale di 225'000 persone. Insomma, un nicchia di mercato che, ne sono convinto, conviene esplorare.

Utilizzo InternetPer un approfondimento di alcuni dati, ecco una mia elaborazione su foglio Exel
domenica, 20 luglio 2008
Lunedì scorso Alex Badalic ha inviato il nuovo "listone" degli amici del Crazy Marketing Network. Oggi, sulle tracce del "maestro" do il mio benvenuto ai nuovi amici con una citazione dai loro post più recenti.

Dario Ujetto: "La mente che si apre ad una nuova idea, non torna mai alla dimensione precedente" (qui)

Emanuele Tolomei: "Le vie del marketing, sono infinite"

Fabio Sutto e Federico Calore: "Turismo, divertimento, prodotti elettronici e vestiti sono i prodotti maggiormente ricercati online", da utenti che cercano "comparazioni e dati sui prezzi, ed in secondo luogo descrizioni dei prodotti (approfondimenti), quindi impressioni e opinioni personali di altri utenti" (qui).

Francesca Casadei
: "Dopo il cinema, la televisione e il pc arriva il quarto schermo, il display del nostro telefono cellulare" ma è davvero il quarto? "Forse è più opportuno considerare come primo schermo in ordine d’importanza proprio il telefono cellulare" (qui).

Matteo Marangoni: "Quello che distingue il cervello umano da quello di un computer è la componente “non-logica“. Spiegandomi meglio, un cervello elettronico lavora e pensa a 0 e 1, gestendo  la logica molto più velocemente di un qualunque essere umano, ma quest’ultimo ha dalla sua parte la componente “casuale” (non è l’aggettivo giusto, ma passatemelo per questo contesto) e inaspettata." (continua a leggere)

Maurizio Goetz: "I nostri pensieri definiscono le nostre azioni e le parole che usiamo definiscono in nostri pensieri" (qui)

Maurizio Salamone: "La pubblicità online deve essere integrata in una strategia più complessa (io direi multi-canale)".

Sean Carlos: "La natura "intrecciata del web lascia intendere che nessun progetto di web marketing debba essere considerato come isolato" (qui, nelle note a margine del convegno su Enterprise 2.0)

Benvenuti, cari amici. E Grazie per quello che ho imparato in questi primi incontri.

domenica, 15 giugno 2008
Le onde radio che permettono al telefono cellulare di essere (ormai anche) un portentoso mezzo di comunicazione sono pericolose? Provocano danni al nostro cervello?
La discussione è aperta e i pareri degli specialisti sono contrastanti.
La paura e le emozioni sono però latenti. E basta un video per scatenarle.

Eccone due esempi su Happy Blog e su Wikio.
Poi, però, si scopre che i video sono una pubblicità virale (o buzz) per promuovere auricolari e cuffie che utilizzano la tecnologia Bluethooth.


Intanto però il passaparola ha avuto successo. E qualcuno si è lanciato anche in parodie di dubbio gusto o decisamente trash.


(via)

Il successo del marketing virale è dimostrato.
In merito ai danni alla salute eventualmente provocati dai cellulari, la discussione resta aperta.
In ogni caso, usare il telefonino con moderazione e (ogni tanto) tenerlo spento, non fa male.
domenica, 04 maggio 2008
Quarta puntata del mini-corso sulle tecniche del marketing non convenzionale a confronto con quelle del marketing convenzionale, proposto dal network di www.crazy-marketing.it
Tema di oggi è il guerrilla marketing e le domande più ricorrenti: funziona sempre? in ogni contesto? con tutti i target?
Il video offre qualche pista di ricerca e un ammonimento: per avere successo con il guerrilla markenting non bastano una abito mimetico (stile marines) e un marcamento stretto.


Credits:
Agency: Socialware
Players: Filippo Giardina e Mauro Fratini (NonRassegnataStampa.it)
Director: Luca Mobilio
Guest Star: Katia

Ti sei perso i primi video? Guarda qui il primo, il secondo e il terzo.

venerdì, 02 maggio 2008
Non sparare alla cieca


Non lasciarti abbindolare.

In politica, si sa, le promesse nascondono spesso finti scopi. Bastano due conti per capire che 13, 64 o anche 125 franchi in meno all’anno sono uno sgravio fiscale tutto da ridere.
Per pochi franchi di risparmio, cantone e comuni dovranno tagliare le spese per un totale di 600 milioni nei prossimi 3 anni. Tagli che colpiranno cure a domicilio, sicurezza, scuola e formazione, trasporti pubblici, assistenza alle famiglie e agli anziani e altri servizi pubblici indispensabili.
Per rifarsi delle perdite, sarà necessario trovare nuove entrate, ovvero altre tasse dirette e indirette.
E allora resterà davvero poco da ridere...
Per dare una risposta forte alla politica strumentale della Lega, contro l'iniziativa popolare denominata "per una politica fiscale più vicina alla gente", iscriviti alla mailing list: scrivici@nonsparareallacieca.ch e fai una scelta davvero più vicina alla gente.

Alla votazione popolare del 1 giugno 2008 nel Canton Ticino, usa il tuo buon senso... Difendi i tuoi interessi, vota NO all'iniziativa fiscale

Difendi i tuoi interessi,
vota NO all'iniziativa fiscale
venerdì, 02 maggio 2008
Ecco svelate le teaser di Alex.

www.mediamobilespa.com

Con Media Mobile il cellulare diventa il mezzo per pagare il bus o il parcheggio o addirittura un'audioguida, un cicerone virtuale per visitare mostre, musei, monumenti. Ma non solo: può essere un fedele e discreto consigliere per il turismo classico oppure giovane o eno-gastronomico o sportivo.
Per le aziende, con Media Mobile, il cellulare diventa il media per una comunicazione capillare con i propri clienti, amichevole, personalizzata attraverso sms e mms.
Ma non solo. Grazie a Media Mobile anche gli utenti possono interagire con gli inserzionisti e far giungere direttamente ai responsabili della comunicazione reazioni, idee e proposte.
giovedì, 24 aprile 2008
Martedì la soluzione.

Hai perso la prima? Non basta pensarci, la soluzione c'è.
È un'iniziativa di Alex Badalic, copywriter a Varese e fondatore del Crazy Marketing Network