domenica, 20 luglio 2008
Lunedì scorso Alex Badalic ha inviato il nuovo "listone" degli amici del Crazy Marketing Network. Oggi, sulle tracce del "maestro" do il mio benvenuto ai nuovi amici con una citazione dai loro post più recenti.

Dario Ujetto: "La mente che si apre ad una nuova idea, non torna mai alla dimensione precedente" (qui)

Emanuele Tolomei: "Le vie del marketing, sono infinite"

Fabio Sutto e Federico Calore: "Turismo, divertimento, prodotti elettronici e vestiti sono i prodotti maggiormente ricercati online", da utenti che cercano "comparazioni e dati sui prezzi, ed in secondo luogo descrizioni dei prodotti (approfondimenti), quindi impressioni e opinioni personali di altri utenti" (qui).

Francesca Casadei
: "Dopo il cinema, la televisione e il pc arriva il quarto schermo, il display del nostro telefono cellulare" ma è davvero il quarto? "Forse è più opportuno considerare come primo schermo in ordine d’importanza proprio il telefono cellulare" (qui).

Matteo Marangoni: "Quello che distingue il cervello umano da quello di un computer è la componente “non-logica“. Spiegandomi meglio, un cervello elettronico lavora e pensa a 0 e 1, gestendo  la logica molto più velocemente di un qualunque essere umano, ma quest’ultimo ha dalla sua parte la componente “casuale” (non è l’aggettivo giusto, ma passatemelo per questo contesto) e inaspettata." (continua a leggere)

Maurizio Goetz: "I nostri pensieri definiscono le nostre azioni e le parole che usiamo definiscono in nostri pensieri" (qui)

Maurizio Salamone: "La pubblicità online deve essere integrata in una strategia più complessa (io direi multi-canale)".

Sean Carlos: "La natura "intrecciata del web lascia intendere che nessun progetto di web marketing debba essere considerato come isolato" (qui, nelle note a margine del convegno su Enterprise 2.0)

Benvenuti, cari amici. E Grazie per quello che ho imparato in questi primi incontri.

sabato, 15 marzo 2008
Alcune dichiarazioni di Bruno Vespa e dei suoi ospiti in una recente puntata di Porta a Porta hanno mobilitato molti blogger a difesa dei blog.
Un vero... "vespaio" riassunto da politicaduepuntozero.

Fra le molte reazioni, segnalo la lettera aperta con la quale Stefano Quintarelli e altri blogger tra i quali Marco Camisani Calzolari (di Crazy Marketing Network) puntualizzano alcuni aspetti dell'universo dei blog. La lettera è stata ripresa anche da Il Sole 24 Ore.

Ecco i passaggi che offrono spunti di riflessioni di valenza universale:

"Ogni giorno nascono circa 120.000 blog, per un totale di oltre 100 milioni di blog in tutto il mondo. Nel solo 2007, 44 milioni di persone si sono avvicinate con un ruolo partecipativo al più grande fenomeno sociale, culturale e democratico della storia recente [...].

In molti paesi autoritari i blogger difendono la libertà d'espressione e la democrazia sfidando la repressione e, talora, andando in prigione per questo. Nei paesi democratici i blogger estendono la libera circolazione delle idee, la comunicazione comunitaria e in definitiva la partecipazione alla vita sociale [...].

Il blog è diventato uno strumento di comunicazione di massa; piu' del 25% della popolazione del Canada e del 20% di quella del Regno Unito partecipano a "reti sociali" basate su Internet. In Italia si stimano oltre mezzo milione di blogger, in maggioranza non adolescenti ma giovani e adulti.
"
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categoria:maestri, internet, attualitĂ , blogger famosi, cmn
mercoledì, 04 ottobre 2006
Verità, rispetto, intrattenimento, naturalezza, suono e ritmo, originalità sono gli ingredienti di una buona conversazione. Rileggo queste parole mentre, al telefono, segnalo ad un’amica il contributo di Luisa Carrada allo Speciale della Palestra della scrittura.
Improvvisamente, mi illumino: ho appena scoperto cosa rende così piacevoli e interessanti le nostre chiacchierate.
Con questi ingredienti un dialogo, un incontro e poi uno scritto diventano un evento “che ci apre gli occhi, ci fa drizzare le orecchie…”. Un'esperienza alla quale ripensare in altri momenti per “risentirne gli echi” e magari coglierne significati e valenze nuove.
Ma “conversare” significa anche “cambiare direzione con”.
Per questo una conversazione diventa “buona” se restiamo coscienti che c'è sempre "un ‘verso’ e un rovescio, un lato opposto”, se abbiamo il coraggio di usare uno stile “un po’ sconcertante”, che improvvisamente cambia direzione e lascia spazio anche all’ironia, allo scherno, al sarcasmo. Con il rischio di scioccare: “perché la coscienza arriva attraverso un piccolo shock di consapevolezza, tenendoci sul filo, acuti, desti, e un pochino di traverso”.
Immagini forti che Luisa ha riassunto in Chi ben conversa cambia direzione dopo averle incontrate in un libro di James Hillmann e Michael Ventura: Cent’anni di psicanalisi. E il mondo va sempre peggio,  
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categoria:maestri, al lavoro