domenica, 01 marzo 2009
"Quale futuro per i piccoli comuni? e per le regioni periferiche?"
La crisi economica e le difficoltà finanziarie degli Stati rendono ancor più attuali queste domande che sono state il filo conduttore della 12. assemblea nazionale dei Borghi Autentici d'Italia di Tresigallo (FE).
Piazza della Repubblica a Tresigallo (FE)Ci vogliono risposte concrete per evitare che 1650 piccoli Comuni italiani si trasformino, nel 2016, in "ghost town, città fantasma dell'età dell'oro".
L'impietosa diagnosi è contenuta nel Rapporto sull'Italia del "disagio insediativo" elaborato per conto di Confcommercio e Legambiente.

Per contrastare questa realtà, Borghi Autentici d'Italia propone ai piccoli Comuni di "fare rete" per rafforzare la volontà di mettere in evidenza e valorizzare le autenticità locali: il territorio, la cultura, l'identità, i prodotti tipici.
Stefano lucchini, presidente di Borghi autentici e sindaco di Sauris (Udine)Il modello delle "Comunità ospitali" vuole trasformare i borghi (ma anche, ad esempio, una valle) in destinazioni turistiche nelle quali "tutti salutano tutti" e gli ospiti si sentano "cittadini temporanei".
Una proposta di sviluppo sostenibile che funziona.
Gli esempi non mancano.
L'ingrediente indispensabile è la volontà di prendere in mano il proprio destino, di unire gli sforzi con altre persone e territori che "ce la vogliono fare" e, per riprendere le parole di Stefano Lucchini, presidente dell'Associazione e sindaco di Sauris (Udine) credono di poter "trasformare il momento di crisi in un'opportunità di rinascimento urbano".
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categoria:documenti, attualità, borghi autentici, comunità ospitali
martedì, 16 dicembre 2008
Manuela Bonfanti e Davide Bozzini viaggiano da oltre dieci anni alla scoperta di popolazioni, culture, paesaggi. Li accompagna la passione per la fotografia e, per Manuela, per la scrittura.
Tre grandi passioni che hanno ora trovato un'espressione comune nel libro Ladahk & Rupshu Reami del silenzio - Royaumes du silence
.

Non ho potuto accompagnare Davide e Manuela nel loro viaggio ma ho avuto la fortuna di seguire da vicino la nascita del libro: averlo tra le mani, ammirare i paesaggi e i ritratti, rileggere i testi mi ha però regalato nuove emozioni.
La prefazione è di Lobsang Sherab, Geshe Lharampa, maestro residente del Centro Studi Buddhisti di Paladina (BG) e responsabile della formazione buddista al Centro di cultura tibetana e per la pace di Malvaglia.

Scrive:
Ringrazio Manuela Bonfanti per aver voluto diffondere la cultura del Ladakh attraverso questo prezioso libro, strumento utile per salvarla dall'estinzione e dall'anonimato e per far si che un numero sempre maggiore di persone possano conoscere quei meravigliosi luoghi così pregni di spirito e calore umano, unici al mondo. [...] Queste immagini rendono un grande servizio all'umanità, quello di far conoscere gli aspetti più segreti, magici e spirituali del Ladakh, il "Piccolo Tibet".

Davide e Manuela hanno una particolare sensibilità per i ritratti.
Mi affascinano i bambini.
Sorprendente è la capacità di cogliere espressioni che si rincorrono in ogni parte del mondo. In questo libro ho ritrovato espressioni viste e riviste nelle fotografie di altri viaggi.
Sul volto dei più piccoli si ritrovano le emozioni delle persone: gioia, dolore, curiosità, fatiche e dubbi. Ed anche un pizzico di vanità nell'offrirsi all'occhio curioso e sensibile del fotografo.

Il libro è pubblicato dalle Edizioni La Buona Stampa, Pregassona. Può essere acquistato nelle librerie o, fino al 22 dicembre, negli orari di apertura (dalle 17 alle 19) della mostra nel Palazzo dei Landfogti a Malvaglia. 

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lunedì, 08 dicembre 2008
Autorità, Amministrazione pubblica, politici, partiti; tutti si interrogano: "come possiamo comunicare con i cittadini e con gli elettori?"
La realtà cambia: ai comizi e alle riunioni partecipano poche persone (quasi sempre le stesse); giornali, radio e televisoni inseguono vendite ed ascolti; sempre più persone usano i nuovi strumenti del web 2.0 (Internet, aggregatori di feed, blog e microblogging) e partecipano ai social network.
Ho però l'impressione che la comunicazione di autorità, pubblica amministrazione e politica sia, nella Svizzera italiana, ancora ferma... al secolo scorso.
Da più di 10 anni (1996) abbiamo un'Università e una Facoltà di scienze della comunicazione, ma ancora non riesco a vederne gli influssi sulla comunicazione istituzionale in Ticino.
C'è un grande bisogno di professionalità.
L'Amministrazione cantonale ha un buon sito, tutti i partiti sono su Internet, qualche politico si affaccia su Facebook (Ignazio Cassis, Fulvio Pelli, Filippo Lombardi, Dick Marty).
Non si vede però, a mio avviso, una chiara strategia e, soprattutto, la consapevolezza che, come annota Luisa Carrada, "La qualità di un sito web la si costruisce soprattutto attraverso la cura di tanti piccoli dettagli, soprattutto per quel che riguarda la parola scritta".
La tecnica è il primo passo ma il successo o l'insuccesso dipende dai contenuti (e da un'accurata strategia di SEO).

Alcune risorse
Su questi temi, Luisa Carrada, mi segnala anche (qui) due preziose risorse: il blog Chiaro & semplice della professoressa M.Emanuela Piemontese e un dossier speciale della Treccani dedicato al linguaggio amministrativo e alla necessità di semplificarlo in modo che i cittadini lo possano comprendere.
martedì, 26 settembre 2006
Il Cristianesimo e l'Islam si definiscono entrambe "la religione del Libro", ma il loro rapporto con Dio è agli antipodi. Lo storico francese Alain Besançon, membro dell'Accademia delle Scienze morali e politiche di Francia spiega sul Corriere della Sera perché nell'incontro con l'Islam il Cristianesimo non deve dimenticare la propria diversità.
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