Copywriter, Comunicazione, Marketing, Marketing non convenzionale, Scrittura, Ticino, Svizzera Italiana
chi sono
Nome: Matteo Oleggini Vivo in Ticino, Svizzera italiana. Sono un copywriter o, meglio, un artigiano della scrittura. Il mio lavoro, a Bellinzona, si divide fra due attivitĂ unite dalla sfida della comunicazione e, per me, dalla possibilitĂ di esercitare la passione per la scrittura. Curioso, ho scoperto il networking e mi sto appassionando al marketing non convenzionale o virale.
Sabato pomeriggio.
È il momento giusto per leggere gli articoli raccolti dall'aggregatore. Grazie ai feed trovo due temi che mi interessano e che volentieri segnalo ai miei lettori.
Sul blog Le gatte di via plinio, Elisondo e Marco Massarotto mi propongono un'interessante spaccato di come Internet ed il giornalismo dal basso hanno permesso di seguire dal vivo e quasi in diretta le drammatiche ore degli attentati e delle prese d'ostaggi di Mumbai.
Il merito è di Massimo Russo che, quasi a monito di molti suoi colleghi, conclude la sua panoramica delle risorse offerte dalla rete con una domanda: "C'è qualcuno che ha ancora il coraggio di chiamare tutto questo realtà virtuale?" Certamente no. "È una realta con cui fare i conti [...] cogliendone le straordinarie opportunità".
Mentre mi annoto questa segnalazione, lo zapping di mio figlio mi offre uno spezzone di un programma su Scalo 76 su Rai Due: si discute di Facebook, anzi di Facebookmania.
È la conferma che, in queste settimane, Facebook sta vivendo un momento di grande crescita.
Anche nella Svizzera italiana. Il gruppo Ticinesi? Ma quanti siamo su Facebook?ha raggiunto e superato in pochi giorni i 2000 membri.
Su questo tema, gli amici di mymarketing.it mi offrono Facebook, analisi di un fenomeno "social" proposta da Guido Romeo su IlSole24ORE.com.
Un testo tutto da leggere, ricco di spunti per altri approfondimenti e che vuole essere un assaggio dell'instant book in edicola da giovedì.
Chi volesse contribuire alla raccolta di dati sul fenomeno Facebook può anche rispondere ad un questionario.
Foto dalla campagna di Amnesty Internetional Svizzera: "Non accade qui, ma adesso"
Le prime immagini che ci appaiono sono di donne picchiate, mutilate, sfregiate, violentate. Poi le donne e le ragazze vittime della guerra.
Ma c'è anche una violenza più sottile e pericolosa.
Silenziosa. Strisciante.
È la violenza che nega alla donna che ci sta accanto (moglie, compagna, collega di lavoro) il rispetto, la dignità, il valore delle sue idee.
È difficile, per noi maschi occidentali, di cultura giudaico-cristiana, accettare la libertà della nostra compagna di gestire la propria libertà e la propria vita. È una lotta continua contro una cultura secolare che ha negato alla donna questi valori.
Poi, finalmente, è arrivato Papa Giovanni XXIII. Nella Pacem im Terrisci ha ricordato, tra i "segni dei tempi" (n. 22) l'ingresso della donna nella società, la "sempre più chiara e operante" presa di coscienza della sua dignità.
Ci ha aperto gli occhi.
Ci ha aiutato a scoprire la figura di un Cristo rivoluzionario anche nel suo rapporto con le donne.
Ci ha stimolato ad incamminarci sulla strada della parità della dignità prima ancora che dei diritti.
Ogni giorno un passo avanti; a volte qualche ricaduta.
Ma, con l'aiuto delle nostre mogli, compagne, colleghe, possiamo, dobbiamo farcela e vincere la tentazione di usare la violenza, in ogni sua forma, per ristabilire un dis-ordine nel quale siamo purtroppo cresciuti.
Per loro e per noi. Ogni giorno e non solo il 25 novembre.
Come misurare il successo di un sito Internet?
Il numero delle visite, la loro provenienza, la fedeltà dei visitatori sono alcuni fra i parametri che indicano la popolarità del nostro sito.
Li troviamo nelle statistiche.
Personalmente uso Google Analytics e mi diverto a scoprire di avere più lettori in Italia che in Svizzera (3:1) o ad immaginarmi chi e perché ha visitato il blog dalla Romania o dall'Argentina.
Molta importanza è attribuita anche ai risultati dei motori di ricerca.
Molti si accontentano di ritrovare il proprio nome, oppure l'indirizzo del proprio sito.
Più importante, se attraverso il sito cerchiamo visibilità, clienti e business, è però il risultato che si ottiene con la ricerca di alcune parole chiave (keywords) con le quali vogliamo caratterizzare il nostro sito: ad esempio: copywriter in Ticino o a Bellinzona.
Pochi sanno che questi risultati non sono il frutto del caso.
O meglio: la posizione del proprio sito sui motori di ricerca può essere curata e migliorata.
È la professione del SEO (da non confondere con il CEO): Search Engine Optimizator o, in italiano, ottimizzatore per i motori di ricerca.
Un bravo SEO sa scegliere le giuste keywords (e molto altro ancora) per aiutare un sito a figurare sulle prime pagine delle ricerche.
I questi mesi, ho imparato molto sulle attività di SEO seguendo i blog di Alex Badalic, Emanuele Tolomei e Sean Carlos.
O meglio, credevo di avere imparato.
La mia ignoranza in materia di SEO (e, ahimé, non solo) è stata messa impietosamente a nudo da 15 domande, 5 settimane, 5 libri in omaggio, ecco il quiz SEO.
Scrive Sean: "una sorta di svago autunnale, orientato a stimolare un po' di discussione ed a sfatare i luoghi comuni sullo strumento Internet più utilizzato per trovare i prodotti e i servizi di un'azienda e non solo".
Non un sondaggio scientifico ma nemmeno un concorso.
L'obiettivo è dimostrare non solo l'importanza ma anche la vastità delle competenze di un buon SEO. Una professionalità sempre più importante per le attività di marketing nel mondo del web 2.0, che merita di essere riconosciuta e... adeguatamente compensata.
In Italia ma anche nella Svizzera italiana.
Dalle aziende ma anche da alcuni siti istituzionali (o di enti e attività lautamente sostenuti dal denaro pubblico).
La prevenzione è uno dei pilastri della lotta contro l'AIDS. Anche in Svizzera sono ricorrenti campagne di informazione, promosse dall'Ufficio federale della sanità, per diffondere una "maggiore presa di coscienza del rischio", proporre comportamenti adeguati e promuovere "l'adozione di misure appropriate" di prevenzione. Senza dimenticare la necessità di "promuovere la solidarietà nei confronti delle persone sieropositive o malate di AIDS"
La campagna LOVE LIFE STOP AIDS 2008 dell'Ufficio federale della sanità e di Aiuto Aids Svizzero tematizza situazioni speciali quali le vacanze, i viaggi d'affari o le feste.
A scadenze quasi ricorrenti, i temi e le strategie di comunicazione adottate in Svizzera su questo tema danno origine a polemiche e discussioni, in particolare sulla necessità di completare la strategia di lotta contro l'AIDS anche con un'adeguata valorizzazione di valori e comportamenti positivi.
La discussione è aperta.
«Chi controlla la qualità dell'informazione sul web? ci vogliono regole? fissate da chi?»
L'intervista a Gaspar Torriero a StateOfTheNet 2008 è un grosso contributo alla riflessione su questi temi.
Per Gaspar, sul web, c'è un forte controllo di qualità. Ma è un controllo fatto a posteriori. I lettori, con i commenti, post che riprendono il tema o link esprimono un giudizio di qualità, convalidano o contestano i contenuti di un post con una sorta di «effetto valanga».
La qualità non è assoluta. Ciò che per me è di qualità per altri può essere scadente. E viceversa.
Gli aggregatori permettono ad ognuno di «fare filtro» o di «scegliersi i filtri» fra quelli che più si avvicinano ai propri interessi. Accanto ad un controllo di qualità a posteriori vi è dunque anche una sorta di selezione delle fonti di qualità. Le buone fonti sono inserite nell'aggretatore. Le altre o non ci entrano o vengono poi scartate.
Nel web c'è posto per tutti. Per questo non ci vogliono regole speciali, bastano le regole del buon senso e quelle del vivere civile.
I giornali e il web
Per Gaspar, nel mondo ci sono redazioni che usano bene il web con modalità che si avvicinano al web 2.0. In qualche caso, attraverso il web, le redazioni permettono ai lettori di «dettare l'agenda», di segnalare o suggerire i temi che desiderano vedere approfonditi.
E un numero sempre maggiore di giornalisti aprono blog per avere un contatto diretto con i lettori, abbinando notizie e commenti personali o, come nel caso citato da Gaspar, raccontando una sorta di «dietro le quinte» che permette di capire il loro lavoro e quello dei colleghi. A titolo d'esempio, vi segnalo il blog di Marcello Foacollega e amico dai tempi (suoi) del Giornale del Popolo.
L'intervista a Gaspar dura 20 minuti ed è un concentrato di spunti e riflessioni.
Nel 2005, in Svizzera, 400 persone hanno ricevuto un trapianto d'organi.
Un atto di generosità che ha salvato o migliorato una vita.
La medicina fa progressi; ma, ogni giorno, le liste di attesa si allungano. Per questo è importante che ognino si informi e dichiari la sua volontà.
Il sito www.trapiantinfo.ch offre un'informazione oggettiva e neutrale con molte risposte alle domande più frequenti.
Dal 1. luglio 2007 la Svizzera ha una nuova Legge che regola in modo completo la medicina dei trapianti. La volontà della persona deceduta prevale su quella dei parenti stretti che possono decidere solo in mancanza di questo parere.
Una "tessera del donatore" offre lo strumento per dichiarare per iscritto il consenso o l'opposizione al prelievo di organi.
La campagna 2008 ha lo scopo di sollecitare la popolazione a confrontarsi con il problema, invitare a prendere una decisione in merito e farla conoscere nel proprio ambiente.
Sono previste affissioni, prospetti nei tram e nei bus, banner. In primavera (a partire da oggi) ed a settembre.
La campagna, commissionata dall'Ufficio federale della salute pubblica, è stata realizzata dall'agenzia Publix a Lyss.
I pubblicitari lo sanno: il consumatore diffida della pubblicità tradizionale e si affida piuttosto ai «consigli per gli acquisiti» di persone che conosce personalmente o nel mondo della rete.
Nello stesso tempo, gli esperti prevedono che nel corso del 2008 Internet supererà la televisione nelle preferenze degli utenti. Le cifre sono impressionanti.
La contromossa è il passaparola o marketing virale.
Uso di Internet in Svizzera
Quanti sono gli internauti in Svizzera (e nel Principato del Liechtenstein)? E nella Svizzera italiana?
Secondo i dati pubblicati da netmetrix (3° trimestre 2007) le persone che usano Internet almeno ogni giorno (o quasi) - i cosiddetti Heavy User - sono 3 milioni 256 mila, dei quali 117 mila nella Svizzera italiana (alla fine del 2006 la popolazione residente permanente con più di 10 anni era di 295'000 persone).
Il numero delle persone che usano Internet almeno una volta per settimana (CRU) è di 3 milioni e 923 mila persone in Svizzera (e nel Principato del Liechtenstein) e 142 mila nella Svizzera italiana.
Il metodo statistico è stato applicato per la prima volta nel 2007. Non sono disponibili dati confrontabili con il periodo precedente.
Ecco i dati disponibili: 1°/2007 - 2/2007 - 3/2007
Per altre informazioni, stimoli e consigli sul marketin virale, consultate i blog del Crazy Marketing Network