sabato, 04 aprile 2009
Due telefonate e un appuntamento. L'incontro con Chiara, una dei miei venticinque lettori, mi apre le porte del tribal marketing o marketing tribale.

Un esempio di marketing tribale (via Ninjamarketing)La mia curiosità si eccita. Obiettivo del marketing tribale è creare attorno ad un'azienda, un prodotto, un servizio una comunità di consumatori. I risultati saranno un preciso posizionamento, una community che si incontra e si riconosce attorno ai prodotti o ai servizi dell'azienda e che collabora nello sforzo di ascoltare e coinvolgere i consumatori.
Tra le sue fonti, Chiara cita anche Ninjamarketing, il sito che si definisce "il primo osservatorio italiano di marketing postmoderno". Lì ritrovo Roberta Collina; il suo Lo direi così mi ha accompagnato nei primi passi nel modo del marketing non convenzionale.

Chiara deve presentare la tesi per il bachelor alla Facoltà di Scienze economiche e sociali dell'Università di Ginevra.
La seguirà la professoressa  Michelle Bergadaà responsabile anche dell' OSVM, Osservatorio di vendita e strategie di marketing.

Il progetto di Chiara è una tesi sulle esperienze di marketing tribale in Ticino.
Ci sono, in Ticino (e/o nelle province di Como e Varese) aziende che utilizzano il marketing tribale? quali sono le loro esperienze? e i risultati?
Esploriamo insieme le nostre conoscenze della realtà web 2.0 in Ticino.

Quali possibili casi di studio emergono la community di Rete Tre, i siti e i  blog dei contadini e dei produttori Bio che si riconoscono in Agrifutura e nel blog Agricoltura Ticinese, le esperienze - un gruppo anche su Facebook - del Parco Avventura di Gordola.

Sarà sufficiente per convincere l'assistente ad accettare il tema? Ci sono altre esperienze che noi non conosciamo?
I tempi stringono. Se qualcuno conoscesse esperienze di tribal marketing nella Regio Insubrica potrebbe essere così gentile di segnalare il link nei commenti?
Anche a nome di Chiara, Grazie 1000.
venerdì, 09 gennaio 2009
1993 – 2009: 16 anni dopo il cambio da quotidiano a settimanale, ecco un «nuovo» Popolo e Libertà (PeL).
Il formato scelto è esigente. La grafica, l’uso delle fotografie e dei colori sono più importanti. Gli articoli devono essere più brevi. Eisenhower ha detto: «È più difficile scrivere un rapporto di 20 righe che uno di 20 pagine».
Il panorama della comunicazione è nel frattempo molto cambiato.
Il Cluetrain Manifesto, ci ricorda che le persone si riconoscono l’un l’altra dal suono della voce umana che è aperta, naturale, non artificiosa.
Le conversazioni si svolgono su messenger, chat, blog e microblogging.
Le comunità virtuali e i gruppi di interesse si formano su Facebook, Twitter, Meemi, FriendFeed, …. La lettura dei giornali è guidata dagli aggregatori di feed. È il mondo di Internet. Sono gli strumenti del web 2.0 .
Anche i Ticinesi li usano.
Il gruppo «Ticinesi? Quanti siamo su Facebook?» ha oggi più di 2'575 iscritti.
I miei figli scommettono che sono almeno 5'000; soprattutto giovani. Ma ci sono anche gli «over …anta».
Da più di 100 anni, il PeL è lo strumento con il quale il PPD comunica valori, idee, proposte a cittadini, dirigenti sezionali, sostenitori più fedeli.
Oggi, tutto questo non basta più.
È importante ascoltare le conversazioni tra i cittadini e i diversi portatori d’interessi (associazioni, aziende, sindacati, ecc.), dare a chiunque la possibilità di fare sentire la propria voce, di dialogare con gli eletti e i dirigenti .
A mio avviso, anche i partiti devono avere una strategia di comunicazione in «4 direzioni» come suggerisce il libro Impresa 4.0
L'obiettivo non è «riavvicinare i cittadini alla politica».
Bisogna invece dare ai cittadini la possibilità di dialogare con i partiti, gli eletti e i dirigenti, di esprimere i propri bisogni e il desiderio di vivere meglio.
La via maestra per «riavvicinare la politica (e i partiti) ai cittadini» è tracciata da due verbi: ascoltare e dialogare.
Il «nuovo» Popolo e Libertà deve allora diventare la piattaforma per elaborare una sintesi di molte conversazioni e arricchirla con il parere e le proposte del PPD.
Per poi rilanciare il dialogo: sul sito Internet, con gli strumenti del web 2.0, negli incontri personali.
Una sfida esigente ma affascinante.
Auguri, «nuovo» PeL.
mercoledì, 23 luglio 2008
Cosa sono le Comunità virtuali? e cos'è il web 2.0?
Grazie a carlodaniele, Facebook e Anna, ecco due interessanti risorse per la ricerca di una risposta a queste domande:
Le Comunità virtuali
Il Web 2.0
postato da: teo56ch alle ore 16:29 | Permalink | commenti
categoria:blog, risorse, web 20, comunitĂ  virtuali, non Ă© farina del mio sacco