sabato, 20 giugno 2009
Il Courrier International ha pubblicato un numero speciale dedicato al futuro della stampa scritta.
L'ho sfogliato approfittando di uno dei vantaggi del giornale su carta "In trenta secondi, il lettore pò farsi un'idea del contenuto di un giornale di quaranta pagine".
Mi fermo su un titolo e un sommario:
"Un quotidiano tutti i giorni è troppo - Adepto del multimedia l'editore Urs Gossweiler scommette sull'informazione locale e pubblica solo due volte la settimana la sua Jungfrau Zeitung".
L'articolo è un estratto di un'intervista sul Frankfurter Rundschau.
Secondo Urs Gossweiler "i nuovi media numerici ed elettronici non si fermano mai e riversano continuamente il flusso di informazioni sul mondo intero. Nessuno più sente ormai il bisogno di leggere la stessa informazione sedici ore più tardi su un foglio di carta. La stampa scritta può sopravvivere solo grazie alle esclusività. Per questo, oggi, la sola categoria di notizie dove è possibile trovare esclusività sono le notizie locali".

dal sito della Grossweiler Media AGRiemergono i ricordi degli anni passati al Giornale del Popolo e dell'incontro con Françoise di qualche giorno fa. Il suo "in Via San Gottardo si preparano cose nuove" aumenta la curiosità per le novità per il sito internet del GdP, la pagina su Facebook e il profilo su Twitter.

Alle assemblee di Stampa svizzera avevo incrociato Urs Gossweiler. Lo ricordo come un imprenditore aperto alle novità e alla ricerca di soluzioni adatte al microcosmo della regione della Jungfrau: 50'000 abitanti, nel Canton Berna, nel cuore della Svizzera, all'ombra dei giganti alpini.
Da lui avevo imparato il concetto di "media di prossimità" e di "Mikrozeitung" o micro-giornale, una categoria di giornali fondata dalla Jungfrau Zeitung.

Una storia di successo. Secondo il sito della Gossweiler Media AG, la Jungfrau Zeitung, raggiunge il 67% dei potenziali lettori ed i ricavi pubblicitari continuano a crescere.
E questo nonostante operi in un mercato mediatico particolarmente affollato con tre giornali, Berner Zeitung, Berner Oberland e Der Bund, che pubblicano ogni giorno anche un quaderno regionale. A questi si aggiungono i grandi quotidiani nazionali, due giornali per gli annunci delle autorità (Amtsanzeiger) e due giornali gratuiti.

Le due edizioni settimanali della Jungfrau Zeitung sono sostenute da un sito Internet che assicura ai lettori un flusso costante di notizie: 365 giorni all'anno, dal mattino fino a sera, su politica, società, economia, cultura, sport. Non mancano storie di società e persone e dossier di approfondimento.
L'edizione su carta offre invece la possibilità di leggere comodamente lunghe interviste, servizi e reportage ed assume la funzione di archivio delle notizie dei giorni precedenti.

Un modello esportabile
Secondo Urs Gossweiler, il modello è esportabile "in tutto il mondo, in ogni regione con circa 50'000 abitanti e con un'identità locale".
Anche nell'Europa che parla italiano esistono  microcosmi nei quali si potrebbe implementate il modello della "Mikrozeitung": sette nella Svizzera italiana e 400 in Italia.

Ho appena compiuto un percorso dal globale (la stampa nel mondo) al locale (la realtà di casa) e già i pensieri rispolverano un progetto di qualche mese fa e ripartono verso grandi mete. Per oggi, meglio fermarmi qui.

PS: alla crisi della stampa e alle ricette per superarla è dedicato anche questo articolo dell'Internazionale, segnalato da Luisa Carrada.
domenica, 01 febbraio 2009
"Dobbiamo ridiventare interessanti per i Ticinesi, essere più sexy per rilanciare la leadersheap del partito, riconquistare consensi".

Il Congresso PLRT
Foto TicinonewsSecondo la RTSI e Il Quotidiano del 31 gennaio sono queste le preoccupazioni del PLRT, Partito Liberale Radicale ticinese riunitosi a Congresso a Mendrisio.
Niente di nuovo.
Gli stessi sogni sono cullati anche dal PPD, dai Socialisti e, credo, da tutti i partiti in Europa.
In Ticino ci però sarebbe una "nuova voglia di Partitone" (Gendotti) e, quindi, la possibilità di "rilanciare il ruolo nella politica cantonale" a condizione di ritrovare la "capacità di sentire il polso del Paese".

Gli interventi principali
Dopo questo riassunto, ho ascoltato con interesse gli stralci dei tre interventi principali: il presidente Giovanni Merlini e i Consiglieri di Stato
Laura Sadis e Gabriele Gendotti.
Merlini, ha ripetuto spesso la parola "partito". L'on. Sadis ha parlato di "politica", di "aspettativa", "immediatezza", "consensi". L'on. Gendotti ha richiamato l'importanza dello "Stato" prima di ricordare anche i "Ticinesi" per invitarli a "scendere dal mirtillo" a capire che "senza sacrifici anche personali non si arriva da nessuna parte".
Il partito ha poi definito le sue priorità: crescita economica, ambiente, sicurezza. L'unica proposta concreta riferita dal giornalista è stata quella di una maggiore presenza della Polizia sul territorio.

E la comunicazione?
Riassumere in alcuni minuti una giornata di discussioni non è facile. Le scelte e le sensazioni personali del giornalista hanno un peso determinante. La sintesi è parziale (anche se non di parte).
Eppure.
"Partito", "politica", "Stato" e "leadership": la preoccupazione principale sembra essere stata rivolta a sé stessi, alla volontà di restare "il Partitone".
L'unico accenno ai Ticinesi è stato per richiamarli all'impegno personale, quasi fossero fra i responsabili della crisi, "convitato di pietra del congresso".
Le immagini hanno però mostrato molta cura per la comunicazione visiva. La stessa attenzione non sembra invece essere stata dedicata ai contenuti. O meglio, al modo di proporli.
È molto probabile vi siano state anche citazioni di Barack Obama, ma nessuno sembra avere prestato attenzione alla sua strategia di comunicazione, alla sua capacità di farsi ascoltare, di emozionare e di spingere all'azione.
C'è ancora molto lavoro per gli speech writer, e per una comunicazione che sappia "avvicinare la politica alla gente" (qui).
postato da: teo56ch alle ore 18:52 | Permalink | commenti (8)
categoria:politica, comunicazione, ticino, canton ticino, svizzera italiana, rtsi
venerdì, 09 gennaio 2009
1993 – 2009: 16 anni dopo il cambio da quotidiano a settimanale, ecco un «nuovo» Popolo e Libertà (PeL).
Il formato scelto è esigente. La grafica, l’uso delle fotografie e dei colori sono più importanti. Gli articoli devono essere più brevi. Eisenhower ha detto: «È più difficile scrivere un rapporto di 20 righe che uno di 20 pagine».
Il panorama della comunicazione è nel frattempo molto cambiato.
Il Cluetrain Manifesto, ci ricorda che le persone si riconoscono l’un l’altra dal suono della voce umana che è aperta, naturale, non artificiosa.
Le conversazioni si svolgono su messenger, chat, blog e microblogging.
Le comunità virtuali e i gruppi di interesse si formano su Facebook, Twitter, Meemi, FriendFeed, …. La lettura dei giornali è guidata dagli aggregatori di feed. È il mondo di Internet. Sono gli strumenti del web 2.0 .
Anche i Ticinesi li usano.
Il gruppo «Ticinesi? Quanti siamo su Facebook?» ha oggi più di 2'575 iscritti.
I miei figli scommettono che sono almeno 5'000; soprattutto giovani. Ma ci sono anche gli «over …anta».
Da più di 100 anni, il PeL è lo strumento con il quale il PPD comunica valori, idee, proposte a cittadini, dirigenti sezionali, sostenitori più fedeli.
Oggi, tutto questo non basta più.
È importante ascoltare le conversazioni tra i cittadini e i diversi portatori d’interessi (associazioni, aziende, sindacati, ecc.), dare a chiunque la possibilità di fare sentire la propria voce, di dialogare con gli eletti e i dirigenti .
A mio avviso, anche i partiti devono avere una strategia di comunicazione in «4 direzioni» come suggerisce il libro Impresa 4.0
L'obiettivo non è «riavvicinare i cittadini alla politica».
Bisogna invece dare ai cittadini la possibilità di dialogare con i partiti, gli eletti e i dirigenti, di esprimere i propri bisogni e il desiderio di vivere meglio.
La via maestra per «riavvicinare la politica (e i partiti) ai cittadini» è tracciata da due verbi: ascoltare e dialogare.
Il «nuovo» Popolo e Libertà deve allora diventare la piattaforma per elaborare una sintesi di molte conversazioni e arricchirla con il parere e le proposte del PPD.
Per poi rilanciare il dialogo: sul sito Internet, con gli strumenti del web 2.0, negli incontri personali.
Una sfida esigente ma affascinante.
Auguri, «nuovo» PeL.
lunedì, 08 dicembre 2008
Autorità, Amministrazione pubblica, politici, partiti; tutti si interrogano: "come possiamo comunicare con i cittadini e con gli elettori?"
La realtà cambia: ai comizi e alle riunioni partecipano poche persone (quasi sempre le stesse); giornali, radio e televisoni inseguono vendite ed ascolti; sempre più persone usano i nuovi strumenti del web 2.0 (Internet, aggregatori di feed, blog e microblogging) e partecipano ai social network.
Ho però l'impressione che la comunicazione di autorità, pubblica amministrazione e politica sia, nella Svizzera italiana, ancora ferma... al secolo scorso.
Da più di 10 anni (1996) abbiamo un'Università e una Facoltà di scienze della comunicazione, ma ancora non riesco a vederne gli influssi sulla comunicazione istituzionale in Ticino.
C'è un grande bisogno di professionalità.
L'Amministrazione cantonale ha un buon sito, tutti i partiti sono su Internet, qualche politico si affaccia su Facebook (Ignazio Cassis, Fulvio Pelli, Filippo Lombardi, Dick Marty).
Non si vede però, a mio avviso, una chiara strategia e, soprattutto, la consapevolezza che, come annota Luisa Carrada, "La qualità di un sito web la si costruisce soprattutto attraverso la cura di tanti piccoli dettagli, soprattutto per quel che riguarda la parola scritta".
La tecnica è il primo passo ma il successo o l'insuccesso dipende dai contenuti (e da un'accurata strategia di SEO).

Alcune risorse
Su questi temi, Luisa Carrada, mi segnala anche (qui) due preziose risorse: il blog Chiaro & semplice della professoressa M.Emanuela Piemontese e un dossier speciale della Treccani dedicato al linguaggio amministrativo e alla necessità di semplificarlo in modo che i cittadini lo possano comprendere.