martedì, 09 giugno 2009
È sbagliato scrivere "... in un paese più prossimo al Terzo Mondo ...".
Infatti, prossimo è un aggettivo nel grado superlativo, e quindi non ammette quel "più", come non lo ammettono altri superlativi quali ottimo, pessimo, integerrimo.
Va da sé che sono gravi errori anche "più migliore", più peggiore", "più deteriore", aggettivi del grado comparativo.

Aldo Fraccaroli, AZIONE del 8 giugno 2009
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categoria:citazioni, scrivere, ferri del mestiere, grammatica, al lavoro
mercoledì, 03 dicembre 2008
Vanno ancora i ragazzi e le ragazze da Siever,
a bere il sidro, dopo scuola, gli ultimi giorni di settembre?


Queste parole di Edgar Lee Master nell'Antologia di Spoon River, lette sul blog di Clelia Mazzini hanno scatenato la sete della curiosità.
E così incontro un forte richiamo:

Parlare non è necessario, necessario è ascoltare

(qui) e un monito:

...le parole sono allo stesso tempo limite e opportunità, sono gabbia e cielo aperto

La sete si fa più forte.
E, come d'incanto mi ritrovo davanti ad una fonte scintillante.
Bevo.

[...] A volte sarebbe necessario capire che le parole sono come sassi taglienti, e che parlare senza guardare dentro gli altri è come lapidare.
[..] A volte invece le parole sono balsamo curativo, sono miele in un bicchiere di latte tiepido.

Sento il bisogno di condividere queste scoperte, "miele in un bicchiere di latte tiepido" per un semplice artigiano della scrittura.
Grazie infinite a Clelia ed a Paloma.
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categoria:citazioni, appunti, blog, al lavoro, feed, blogger, aggregatore
sabato, 29 novembre 2008
Sabato pomeriggio.
È il momento giusto per leggere gli articoli raccolti dall'aggregatore. Grazie ai feed trovo due temi che mi interessano e che volentieri segnalo ai miei lettori.
Sul blog Le gatte di via plinio, Elisondo e Marco Massarotto mi propongono un'interessante spaccato di come Internet ed il giornalismo dal basso hanno permesso di seguire dal vivo e quasi in diretta le drammatiche ore degli attentati e delle prese d'ostaggi di Mumbai.
Il merito è di Massimo Russo che, quasi a monito di molti suoi colleghi, conclude la sua panoramica delle risorse offerte dalla rete con una domanda: "C'è qualcuno che ha ancora il coraggio di chiamare tutto questo realtà virtuale?" Certamente no. "È una realta con cui fare i conti [...] cogliendone le straordinarie opportunità".

Mentre mi annoto questa segnalazione, lo zapping di mio figlio mi offre uno spezzone di un programma su Scalo 76 su Rai Due: si discute di Facebook, anzi di Facebookmania.

È la conferma che, in queste settimane, Facebook sta vivendo un momento di grande crescita.
Anche nella Svizzera italiana. Il gruppo Ticinesi? Ma quanti siamo su Facebook? ha raggiunto e superato in pochi giorni i 2000 membri.

Su questo tema, gli amici di mymarketing.it mi offrono Facebook, analisi di un fenomeno "social" proposta da Guido Romeo su IlSole24ORE.com.
Un testo tutto da leggere, ricco di spunti per altri approfondimenti e che vuole essere un assaggio dell'instant book in edicola da giovedì.
Chi volesse contribuire alla raccolta di dati sul fenomeno Facebook può anche rispondere ad un questionario.
domenica, 20 luglio 2008
Lunedì scorso Alex Badalic ha inviato il nuovo "listone" degli amici del Crazy Marketing Network. Oggi, sulle tracce del "maestro" do il mio benvenuto ai nuovi amici con una citazione dai loro post più recenti.

Dario Ujetto: "La mente che si apre ad una nuova idea, non torna mai alla dimensione precedente" (qui)

Emanuele Tolomei: "Le vie del marketing, sono infinite"

Fabio Sutto e Federico Calore: "Turismo, divertimento, prodotti elettronici e vestiti sono i prodotti maggiormente ricercati online", da utenti che cercano "comparazioni e dati sui prezzi, ed in secondo luogo descrizioni dei prodotti (approfondimenti), quindi impressioni e opinioni personali di altri utenti" (qui).

Francesca Casadei
: "Dopo il cinema, la televisione e il pc arriva il quarto schermo, il display del nostro telefono cellulare" ma è davvero il quarto? "Forse è più opportuno considerare come primo schermo in ordine d’importanza proprio il telefono cellulare" (qui).

Matteo Marangoni: "Quello che distingue il cervello umano da quello di un computer è la componente “non-logica“. Spiegandomi meglio, un cervello elettronico lavora e pensa a 0 e 1, gestendo  la logica molto più velocemente di un qualunque essere umano, ma quest’ultimo ha dalla sua parte la componente “casuale” (non è l’aggettivo giusto, ma passatemelo per questo contesto) e inaspettata." (continua a leggere)

Maurizio Goetz: "I nostri pensieri definiscono le nostre azioni e le parole che usiamo definiscono in nostri pensieri" (qui)

Maurizio Salamone: "La pubblicità online deve essere integrata in una strategia più complessa (io direi multi-canale)".

Sean Carlos: "La natura "intrecciata del web lascia intendere che nessun progetto di web marketing debba essere considerato come isolato" (qui, nelle note a margine del convegno su Enterprise 2.0)

Benvenuti, cari amici. E Grazie per quello che ho imparato in questi primi incontri.

giovedì, 15 marzo 2007
L'amico Ardovig mi ricorda l'anniversario della morte di don Lorenzo Milani.
Per me una figura quasi mitica. Per il suo modo di essere prete e docente. Per le sue parole che già più di vent'anni fa citavo a volte a sostegno del mio impegno per la formazione culturale degli apprendisti.
Ma, lo ammetto, non ho mai seriamente approfondito i suoi insegnamenti.
Solo qualche citazione, a mo' di slogan.
Chissà, forse questo anniversario e il link che mi ha regalato Ardovig potrebbero essere lo stimolo a riprendere il filo del discorso.
Sono sopreso dell'attualità di queste parole:

«A Barbiana avevo imparato che le regole dello scrivere sono:
Aver qualcosa di importante da dire e che sia utile a tutti o a molti.
Sapere a chi si scrive.
Raccogliere tutto quello che serve.
Eliminare ogni parola che non usiamo parlando.
Non porsi limiti di tempo».

Scuola di Barbiana,Lettera a una professoressa

Oggi che lo scrivere è una parte importante della mia giornata, che mi sono posto l'obiettivo di essere «un artigiano dello scrivere» queste parole hanno un suono diverso, sono un monito.

 


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categoria:citazioni, al lavoro, attualitĂ 
mercoledì, 04 ottobre 2006
"L'arte migliore è quella in cui la mano, la testa e il cuore procedono in accordo." (John Ruskin).
Scrivo, dunque imparo (a scrivere).
Scrivere è un’arte, nel senso latino, cioè una tecnica, una cosa che si apprende facendo.
Scrivere è il risultato di una piccola e incruenta battaglia con il foglio bianco. Non a caso esercizio ed esercito hanno la medesima origine.
da: Strategie con le parole, in Parole ad alta quota
Speciale della Palestra della scrittura
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categoria:segnalazioni, citazioni, al lavoro
domenica, 25 giugno 2006
Vergogna” è il titolo della traduzione italiana di un romanzo di J.M. Coetzee, premio Nobel per la Letteratura nel 2003 (titolo originale Disgrace). È la storia di David Lurie, insegnante della Cape Town University costretto a dimettersi a seguito di una relazione con Melanie, un’allieva che poi lo ha denunciato per molestie sessuali. La prima parte del romanzo racconta questa storia e si conclude con l’arrivo di David nella fattoria che la figlia Lucy manda avanti, dando ospitalità a cani e vendendo erbe e fiori, in campagna, nella parte orientale della Provincia del Capo.

David – professore associato di Scienze della comunicazione – “considera ridicola la premessa del libro di testo di Comunicazioni 101 «La società ha creato il linguaggio perché gli uomini possano comunicarsi a vicenda pensieri, sentimenti e intenzioni». La sua personale opinione, che si guarda dall’esprimere, è che l’origine del linguaggio vada ricercata nel canto, e l’origine del canto nel bisogno di riempire con un suono un’anima umana sovradimensionata e alquanto vuota”.
Egli “continua ad insegnare perché gli dà da vivere; anche perché gli insegna l’umiltà, gli fa capire qual è il suo posto giusto nel mondo. L’ironia di questa situazione non gli sfugge: colui che viene per insegnare impara la più brucante delle lezioni, mentre coloro che vengono per imparare non imparano niente”.

A conclusione dell’inchiesta avviata a seguito della denuncia di Melanie, David è costretto a rassegnare le dimissioni anche per non avere accettato il compromesso di sottoporsi alle cure di uno psicologo per una rieducazione, una correzione del carattere.
Lucy: “Sei così perfetto da non sopportare l’idea di qualche consiglio?”
David: “Mi ricorda troppo la Cina di Mao. Ritrattazione, autocritica, pubbliche scuse. Sono una persona all’antica, preferisco essere messo al muro e fucilato, farla finita”.
Lucy: “Tu hai tenuto duro e loro anche. È andata così?”
David: “Più o meno”
Lucy: “Dovresti essere più flessibile, David. Non c’è eroismo nell’inflessibilità”.
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categoria:citazioni, libri
lunedì, 10 aprile 2006

La concisione è l'anima della saggezza

Se una cosa non si può spiegare in poche parole, inutile cercare di spiegarle in molte

Perle trovate sul blog di Luisa

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categoria:citazioni
martedì, 04 aprile 2006

Hanno una voce, i colori, un suono, come tutte le cose. Un rumore che li distingue e che posso riconoscere. E capire. L’azzurro, per esempio, con quella zeta in mezzo è il colore dello zucchero, delle zebre e delle zanzare. I vasi, i viali e le volpi sono viola e giallo è il colore acuto di uno strillo. E il nero, io non riesco a immaginarlo ma so che è il colore del nulla, del niente e del vuoto. Però non è solo una questione di assonanza. Ci sono dei colori che per me significano qualcosa per l’idea che contengono. Per il rumore dell’idea che contengono. Il verde, ad esempio, con quella erre raschiante, che gratta in mezzo e prude e scortica la pelle è il colore di una cosa che brucia, come il sole. Tutti i colori che iniziano con la b, invece, sono belli. Come il bianco o il biondo. O il blu, che è bellissimo. Ecco, ad esempio, per me una bella ragazza, per essere davvero bella, dovrebbe avere la pelle bianca e i capelli biondi.
Ma se fosse veramente bella, allora avrebbe i capelli blu.
Ci sono anche colori che hanno una forma. Una cosa rotonda e grossa è certamente rossa.
……
Mi piace la sua voce. È un voce morbida. Giovane. Un po’ triste. Un po’ meridionale. Un po’ bassa. Calda. Rotonda e piena. Viola con sfumature rosse. La più blu che abbia mai sentito.
……
Una volta, da piccolo, mi sono innamorato di una voce. … Adesso lo so che si chiamava La vie en rose, ma allora ero piccolo e sapevo soltanto che c’era una canzone bellissima cantata da una donna bellissima, con una voce bellissima. Era una canzone piena di erre, ma non verdi, erre morbide, rosa. …
Non ho più sentito una voce blu come quella, fino all’altra sera.

Carlo Luccarelli
Almost Blue (1977) - Edizioni Einaudi

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categoria:citazioni
venerdì, 20 gennaio 2006

La comunicazione non è qualcosa che si appiccica alla fine. È parte integrante di quello che state facendo"

Alistair Campbell
citato in Con-Vincere di Donato Bendicenti, Donzelli Editore

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categoria:citazioni