Copywriter, Comunicazione, Marketing, Marketing non convenzionale, Scrittura, Ticino, Svizzera Italiana
chi sono
Nome: Matteo Oleggini Vivo in Ticino, Svizzera italiana. Sono un copywriter o, meglio, un artigiano della scrittura. Il mio lavoro, a Bellinzona, si divide fra due attività unite dalla sfida della comunicazione e, per me, dalla possibilità di esercitare la passione per la scrittura. Curioso, ho scoperto il networking e mi sto appassionando al marketing non convenzionale o virale.
Per chi gestisce un sito internet o un blog è importante essere sulla prima pagina dei motori di ricerca non solo con il titolo del blog (Il Coraggio di osare) o con il proprio nome o cognome ma, soprattutto per le keywords che caratterizzano i contenuti del sito. Nel mio caso: copywriter, Bellinzona, Ticino, Svizzera italiana, oppure scrittura, Bellinzona, Ticino, Svizzera italiana
Il risultato non è frutto del caso ed è tanto più difficile quanto più alto è il numero delle voci trovate, ad esempio da Google, per l'una o l'altra ricerca.
Il segreto sta in un efficace lavoro di ottimizzazione del nostro sito sui motori di ricerca, cioè un'attività di SEO (Search Engine Optimization).
Una parte dei miei successi sono dovuti ai consigli di Alex BadalicAAA-Copywriter e Emanunele Tolomei, EspertoSeo ma anche all'opportunità di essere stato accolto nel Crazy Marketing Network.
EspertoSeopropone oggi di unire gli sforzi per aumentare l'Autority di Technorati ripetendo l'esperimento proposto un anno fa con successo da BradBlogging.
È molto semplice.
Chi vuole partecipare scrive un post nel quale ha cura di inserire i link in calce a questo post senza dimenticare di aggiungere, alla fine, il proprio link.
Poi, lascia un commento a questo post, segnalando il proprio e l'aggiornamento della lista dei link.
Secondo Emanuele, il gioco è fatto e in poco tempo l'Autority di Technorati aumenta.
Semplice e veloce; un'opportunità da cogliere al volo.
Io ho provato. Parto da 11 (dalla 336'205.esima posizione) e vediamo dove arrivo.
Tu, cosa aspetti?
L'incontro con Claudine Giovannoni è cominciato nel mondo virtuale. Un commento sul blog, uno scambo di e-mail.
Il tema è affascinante, quasi una scommessa: come posso usare internet per promuovere i miei libri e il mio impegno sociale e umanitario?
Con un blog? Su anobii? e poi? Parliamone.
L'incontro faccia a faccia, in un bar a Locarno a cavallo della pausa di mezzogiorno è stato ancor più interessante.
Claudine infonde nei suoi interlocutori serenità, fiducia e entusiasmo per le sue idee. Scopro - come ho scritto in un commento - che davvero la fraternità e l'amore per e tra le persone sono universali e comuni a tutte le persone, indipendentemente dalla loro fede o dalle convinzioni religiose.
Claudine è Una cittadina del mondo che scrive per passione. Di lei dice: "Vivo nella primavera dei sensi, dove i contorni della fantasia si confondono, tuffandosi a capofitto nel mio cuore, in un'altra dimensione".
Scrivere è per lei un modo mettere a disposizione di tutta l'umanità un suo "dono": i ricavi dei diritti d'autore per i suoi libri sono devoluti ad associazioni che operano per portare aiuti e sollievo ai bambini e ai poveri di tutto il mondo per riceverne in cambio... un sorriso di gioia e di gratitudine.
I diritti del primo libro Il Kumihino del Sole vanno a favore di African Smile, mentre quelli per Nebbie nella Brughiera porteranno aiuto all'Associazione Kam for Sud.
Scrive Claudine Giovannoni: "Il mio è un mondo anomalo dove regna la fantasia ed il desiderio di cambiare tutte quelle cose che non vanno... lo faccio per la profonda convinzione che ogni essere senziente ha un compito su questo pianeta: io ho trovato il mio!"
I suoi libri, pubblicati da Seneca Edizioni, Torino possono essere acquistati anche online:
Due telefonate e un appuntamento. L'incontro con Chiara, una dei miei venticinque lettori, mi apre le porte del tribal marketing o marketing tribale.
La mia curiosità si eccita. Obiettivo del marketing tribale è creare attorno ad un'azienda, un prodotto, un servizio una comunità di consumatori. I risultati saranno un preciso posizionamento, una community che si incontra e si riconosce attorno ai prodotti o ai servizi dell'azienda e che collabora nello sforzo di ascoltare e coinvolgere i consumatori.
Tra le sue fonti, Chiara cita anche Ninjamarketing, il sito che si definisce "il primo osservatorio italiano di marketing postmoderno". Lì ritrovo Roberta Collina; il suo Lo direi così mi ha accompagnato nei primi passi nel modo del marketing non convenzionale.
Il progetto di Chiara è una tesi sulle esperienze di marketing tribale in Ticino.
Ci sono, in Ticino (e/o nelle province di Como e Varese) aziende che utilizzano il marketing tribale? quali sono le loro esperienze? e i risultati?
Esploriamo insieme le nostre conoscenze della realtà web 2.0 in Ticino.
Quali possibili casi di studio emergono la community di Rete Tre, i siti e i blog dei contadini e dei produttori Bio che si riconoscono in Agrifutura e nel blog Agricoltura Ticinese, le esperienze - un gruppo anche su Facebook - del Parco Avventura di Gordola.
Sarà sufficiente per convincere l'assistente ad accettare il tema? Ci sono altre esperienze che noi non conosciamo?
I tempi stringono. Se qualcuno conoscesse esperienze di tribal marketing nella Regio Insubrica potrebbe essere così gentile di segnalare il link nei commenti?
Anche a nome di Chiara, Grazie 1000.
4-Tempi è "un motore efficiente e scattante per scorrazzare in lungo e in largo questo pazzo mondo".
Ed anche nell'aldilà; nell'Inferno di quel "Diavolo d'un Dante".
Con teatro, cabaret, recitazione e canto, Luciana, Serena, Paolo e Valerio regalano emozioni, accompagnano e coinvolgono gli spettatori lungo cammini che seguono la retta via. Non mancano però frequenti ammiccamenti ai piaceri di altre strade anche se queste - secondo il Sommo Poeta - conducono all'Inferno, nei gironi degli Ignavi, dei Golosi o dei Lussuriosi.
Sandra e Cesare hanno voluto presentare questo spettacolo ad amici e clienti dell'albergo Defanti a Lavorgo.
Cibi e bevande accompagnano i temi dello spettacolo: dal kit di sopravvivenza per il lungo viaggio nell'aldilà fino al tabacco e alla cenere di un gustosissimo sigaro.
L'ospitalità di Sandra e Cesare e dei loro collaboratori, la cura dei dettagli, la costante ricerca del meglio sono ormai proverbiali. La sorpresa più gradita è stata però la disponibilità degli attori nell'incontro con gli ospiti dopo lo spettacolo.
Momenti intensi attraverso i ricordi e l'attualità di un'esperienza di vita e di amicizia (prima ancora che artistica) in Val Poschiavo.
Il motore a 4-Tempi ha spinto Luciana, Serena e Valerio lungo strade e sentieri ricchi di incontri. Tanti chilometri per scoprire che, spesso, percorsi diversi si affiancano e si incrociano in un mondo "piccolo" nel quale generosità, altruismo, disponibilità verso gli altri un giorno o l'altro sempre si incontrano e si ritrovano.
Momenti magici nei quali sentiamo presenti e vicini (in modo misterioso ma reale) anche le persone più care che già hanno lasciato questo mondo.
Il consiglio di Virgilia Diavolo d'un Dante (con la regia di Valerio Maffioletti) sarà riproposto a Lavorgo il 17, 18 e 19 aprile. I posti però sono ormai esauriti. Altre repliche sono previste in autunno.
Per non perdere queste opportunità c'è un solo modo: diventare clienti di Sandra e Cesare (Dante sarà il fil rouge di tutto il 2009) e chiedere di essere iscritti fra i destinatari della loro newsletter.
"Dobbiamo ridiventare interessanti per i Ticinesi, essere più sexy per rilanciare la leadersheap del partito, riconquistare consensi".
Il Congresso PLRT Secondo la RTSI e Il Quotidiano del 31 gennaio sono queste le preoccupazioni del PLRT, Partito Liberale Radicale ticinese riunitosi a Congresso a Mendrisio.
Niente di nuovo.
Gli stessi sogni sono cullati anche dal PPD, dai Socialisti e, credo, da tutti i partiti in Europa.
In Ticino ci però sarebbe una "nuova voglia di Partitone" (Gendotti) e, quindi, la possibilità di "rilanciare il ruolo nella politica cantonale" a condizione di ritrovare la "capacità di sentire il polso del Paese".
Gli interventi principali
Dopo questo riassunto, ho ascoltato con interesse gli stralci dei tre interventi principali: il presidente Giovanni Merlini e i Consiglieri di Stato Laura Sadis e Gabriele Gendotti.
Merlini, ha ripetuto spesso la parola "partito". L'on. Sadis ha parlato di "politica", di "aspettativa", "immediatezza", "consensi". L'on. Gendotti ha richiamato l'importanza dello "Stato" prima di ricordare anche i "Ticinesi" per invitarli a "scendere dal mirtillo" a capire che "senza sacrifici anche personali non si arriva da nessuna parte".
Il partito ha poi definito le sue priorità: crescita economica, ambiente, sicurezza. L'unica proposta concreta riferita dal giornalista è stata quella di una maggiore presenza della Polizia sul territorio.
E la comunicazione?
Riassumere in alcuni minuti una giornata di discussioni non è facile. Le scelte e le sensazioni personali del giornalista hanno un peso determinante. La sintesi è parziale (anche se non di parte).
Eppure.
"Partito", "politica", "Stato" e "leadership": la preoccupazione principale sembra essere stata rivolta a sé stessi, alla volontà di restare "il Partitone".
L'unico accenno ai Ticinesi è stato per richiamarli all'impegno personale, quasi fossero fra i responsabili della crisi, "convitato di pietra del congresso".
Le immagini hanno però mostrato molta cura per la comunicazione visiva. La stessa attenzione non sembra invece essere stata dedicata ai contenuti. O meglio, al modo di proporli.
È molto probabile vi siano state anche citazioni di Barack Obama, ma nessuno sembra avere prestato attenzione alla sua strategia di comunicazione, alla sua capacità di farsi ascoltare, di emozionare e di spingere all'azione.
C'è ancora molto lavoro per gli speech writer, e per una comunicazione che sappia "avvicinare la politica alla gente" (qui).
26 dicembre. Il giornale radio annuncia neve sulle strade. Mi alzo e... sorpresa: 10 cm di neve soffice e polverosa ricoprono tutto il paesaggio.
Il giorno di Santo Stefano è dedicato alla famiglia: devo spalare il piazzale per far posto alle auto.
Mentre fatico, il cielo si apre. Ecco il sole.
Un'emozione intensa. Uno spettacolo.
Mio cugino Paolo Giovannini ha saputo cogliere quei momenti.
Ringrazio Paolo e condivido con voi l'emozione di rivivere quell'attimo intenso.
Vi invito a conoscere anche il suo Parco Avventura. Lo trovate anche su Facebook.
Varcare la dogana di Camedo e attraversare il ponte Rivellasca mi ha dato la possibilità di scoprire il calore della gente di Malesco e del Parco Nazionale della Val Grande.
Ho incontrato nuove persone. Tra queste Mario F. Broggi, direttore della Fondazione Bristol; Federico Cavalli, sindaco di Malesco; Beppe Savary-Borioli, co-presidente del Consiglio del Parco Nazionale del Locarnese.
Il convegno "Le nostre montagne tra paesaggio culturale e naturale" mi ha aperto la mente a nuovi concetti come wilderness e convinto dell'utilità di sapere "fare rete" superando le frontiere.
Difficile riassumere in un post tutti gli stimoli di questa giornata. Ne indico tre.
La conferma dell'importanza della Regio Insubrica quale ambito per fare incontrare le persone, la società civile e le autorità del Cantone Ticino e delle province di Como, Lecco, Varese, Verbano-Cusio-Ossola e Novara.
Una riflessione sulla comunicazione e sulle singole presentazioni: l'autenticità e la forza dei messaggi è stata direttamente proporzionale alla vicinanza con la realtà. Federico Cavalli aveva fissato molto in alto l'asticella: fare meglio era oggettivamente difficile. Ma alcuni relatori potevano davvero dare di più.
Infine ho avuto la conferma dell'importanza e della forza della rete. Mi sono anche vieppiù convinto che la rete è tanto più ricca proprio per la gratuità degli scambi che permette. Ed allora ho ripreso in mano il libro di Luca De Biase, Economia della felicità che analizza "il ritorno alla centralità delle relazioni tra le persone, basate sui principi della gratuità e della partecipazione".
Gottardo 2020 è il progetto di una grande festa per l'apertura della nuova galleria di base sotto il massiccio del San Gottardo, tappa fondamentale del progetto AlpTransit.
Da ieri ha preso avvio la seconda tappa: bisogna definire meglio i contenuti e verificare la possibilità di realizzare le diverse idee.
Il sito internet del progetto invita a partecipare con visioni, idee, suggerimenti: partecipa e scrivi a Gottardo 2020, ogni contributo è prezioso per rendere Gottardo2020 un "progetto della gente".
Lo slancio ideale è invero smorzato da una precisazione: "al momento non possiamo ancora valutare assunzioni né indire gare d'appalto per l'assegnazione di mandati". Ma l'idea di dare a tutti la possibilità di esprimersi è in ogni caso lodevole (anche se IMHO un blog avrebbe reso il sito più dinamico).
Ho inviato subito una mia riflessione.
Poche ore dopo ho avuto due sorprese: una bella e una brutta.
Sono stato contento di ricevere subito una risposta: non me l'aspettavo così in fretta.
Ma, subito dopo, ecco la delusione (in quattro lingue):
"Vi ringraziamo di aver scritto a Gottardo 2020.Tutti i vostri contributi, le vostre idee, le vostre visioni e le vostre critiche sono preziose per far crescere il progetto in modo che sia un progetto di tutti. Considereremo attentamente quanto ci avete inviato e, se del caso, vi contatteremo al più presto.
Con i nostri migliori saluti. Il Team di Gottardo 2020"
Non mi aspettavo certo, in così breve tempo, una risposta personalizzata.
Eppure credo che anche in automatico sia possibile fare meglio e togliere quella brutta impressione di anonimato che mi ha colpito.
Per un attimo, ho visto il mio messaggio in fondo alla lista; chissà mai se qualcuno lo leggerà?
Per fortuna che non mi ero fatto illusioni: avevo paragonato la mia e-mail ad un sasso nello stagno (anzi nei laghi della Regio Insubrica), ad un messaggio rinchiuso in una bottiglia lanciata nei flutti (in questo caso della rete).
Dice il proverbio: chi ben comincia è a metà dell'opera.
Ho invece l'impressione che si progetti il futuro con schemi e strumenti per me superati.
I Settecento anni della Confederazione Svizzera (1991) e la preparazione di Espo '98 (poi diventata Expo '02) appartengono ormai al secolo scorso.
Negli scorsi giorni ho annunciato (qui) la mia adesione a Codice Internet, un progetto che vuole divulgare l'uso di Internet e che, in poco tempo, ha già raccolto più di 300 adesioni.
Guardando alla realtà italiana, Alex Badalic osserva (giustamente) che il successo di Codice Internet dipende anche dalla possibilità di aumentare il numero delle persone che utilizzano Internet.
Qual è la situazione in Svizzera?
Negli scorsi giorni sono stati pubblicati i risultati della ricerca NET-Metrix-Base 2008-I (periodo ottobre 2007 - marzo 2008). Ecco i dati più importanti.
In Svizzera (e Lichtenstein), gli utilizzatori di Internet sono 4'457'000 pari al 77.2% della popolazione. Di questi, 4'013'000 (68.0% della popolazione) lo utilizzano almeno una volta la settiama. Più di uno svizzero su due, cioé 3'319'000 (56.2%) accede a Internet una o più volte al giorno; sono i cosidetti Heavy User.
Nella Svizzera italiana, gli utilizzatori di Internet sono 176'000 (64.3% della popolazione). Estrapolando gli ultimi dati conosciuti (qui) il numero degli Heavy User può essere stimato in circa 100'000.
La ricerca conferma un certo ritardo della Svizzera italiana nell'approccio a Internet. Una realtà che il "Rapporto sulla società dell'informazione in Svizzera" fa risalire alle diverse caratteristiche geografiche e demografiche e, in particolare, alla piramide delle età: "gli italofoni presentano una maggiore proporzione di seniors" (pag.7).
Tra il 2006 e il 2007, il numero degli utilizzatori nella Svizzera italiana è cresciuto (3.5%) più del doppio rispetto alla media svizzera (1.6%). Non sembra azzardato collegare questo recupero anche all'aumento del numero degli over 50.
L'aumento degli utilizzatori nella Svizzera italiana è confermato anche dai dati relativi all'aumento dei visitatori e della visite ai siti web di Ticinonline e dei tre quotidiani.
Inviare e ricevere e-mail resta (2007) l'uso più ricorrente di Internet per 9 persone su 10. Molto diffusa è anche la ricerca di informazioni (motori di ricerca e pagine con notizie). In forte crescita (dal 2001) sono le operazioni bancarie (dal 23 al 29%) e le ricerche di lavoro (dall'11 al 16%).
Secondo NET-MEtrix-Base 2008-I fra chi usa Internet almeno una volta la settimana, il 37.0% legge i giornali; il 23.1% ascolta la radio, il 10.0 telefona e il 7.3% guarda la televisione. Il risultato complessivo è deteminato in particolare dai giovani fra i 14 e i 19 anni che registrano tassi nettamente più alti dei loro genitori (over 50) in particolare per l'ascolto della radio (23,1% contro 5.6), l'uso del telefono (14.1 vs 4.9) e la televisione (18.6 vs 2.8).
Concludo questa serie di cifre, con uno sguardo alla vicina Lombardia. Le persone che vivono nel "contesto regionale allargato del Ticino" sono 9 milioni. Con un tasso del 25%, gli utilizzatori di Internet sono 2'250'000. Se anche solo il 10% può essere considerato Heavy User otteniamo comunque un bacino potenziale di 225'000 persone. Insomma, un nicchia di mercato che, ne sono convinto, conviene esplorare.
Per un approfondimento di alcuni dati, ecco una mia elaborazione su foglio Exel
247 Comuni ticinesi nel 1998, 181 nel 2008. Una novantina di altri Comuni sono attualmente impegnati (a stadi diversi) in progetti che dovrebbero ridurne ancor di più il numero.
Sono queste le cifre più significative del grande cantiere delle aggregazioni comunali in Ticino.
Martedì sera, la Società Ticinese di Relazioni Pubbliche (STRP) ha organizzato nell'auditorium dell'Università della Svizzera italiana - USI una serata sul tema "La comunicazione pubblica nei processi di aggregazione" con relatori, tra gli altri, il Consigliere di Stato on. Luigi Pedrazzini e il Sindaco di Lugano on. Giorgio Giudici.
Si è parlato però soprattutto dei mezzi che i Comuni ticinesi usano per informare i cittadini (ma solo in termini quantitativi), della strategia di comunicazione della Città di Lugano (dalla rivista La Città ai progetti di e-government) e delle campagne informative che hanno preceduto le votazioni popolari sui progetti della "nuova Lugano".
Il tema centrale, invece, non è stato centrato.
In un progetto che cambia l'organizzazione del territorio, incide sull'identità sociale, modifica i rapporti tra il cittadino e le autorità, la comunicazione è una risorsa.
Si tratta di individuare i portatori di interesse (gli stakholder), di renderli protagonisti attivi, di permettere loro di esprimersi.
Bisogna creare e gestire anche le emozioni, mostrare quello che si acquista e non solo quello che si perde, capire le eventuali paure e spiegare le ragioni per cui non hanno motivo di esistere.
Tutto questo non lo si può però fare (solo) nelle settimane che precedono il voto.
Alcuni di questi temi sono emersi (in modo disordinato) ma è mancata l'indicazione di come la comunicazione può contribuire a risolverli.
A mio avviso, un'occasione persa.
Giudico tuttavia positivo che il tema sia stato proposto e che, nel suo intervento, l'on. Giorgio Giudici abbia sottolineato come la comunicazione è anche uno strumento per ascoltare e comprendere.