domenica, 29 giugno 2008
La promessa di Davide Giansoldati e del sito di www.eallaenne.it era quella di aiutarmi a risvegliare la creatività e capire come usarla per comunicare in maniera più efficace e polisensoriale.
Ad attirare la mia attenzione, un dolce campanello: la scelta di eleggere il cioccolato a musa ispiratrice.
Il goloso che si nasconde in me si è alleato con il curioso compulsivo e non ho potuto resistere alla tentazione.
È stata un'esperienza positiva. Tutti gli appunti li potete trovate qui.
Fra le dolcezze che meritano di essere segnalate anche sul blog, ricordo gli stimoli alla mia creatività e alla scrittura, l'incontro con Davide e le "colleghe" del corso, la musica di sottofondo e i dolci al cioccolato della pausa nel pomeriggio.
Senza dimenticare indicazioni di metodo e stimoli utili anche per il mio lavoro e l'animazione di riunioni.

Davide prorrà ancora questo corso. Lo consiglio.
Le occasioni ci saranno a Milano, ma anche nell'ambito della prossima Eurochocolate a Perugia.
Un evento che, la prossima primavera sbarcherà anche a Lugano (dal 26 al 29 marzo), con l'opportunità di proporre anche nella Svizzera italiana un gustoso assaggio di creatività al cioccolato.
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categoria:appunti, scrittura, scrittura creativa, corsi, al lavoro, creatività
sabato, 14 giugno 2008
Sono un "curioso compulsivo" attratto da ogni novità che in un modo o nell'altro é in relazione con la tecnica, la comunicazione, il web 2.0.
Dopo i blog e i socialnetwork eccomi anche nel mondo del microblogging.
Un mondo che, per me, è ancora tutto da scoprire. Una scoperta resa ancor più ardua dalle mie scarsissime conoscenze dell'inglese. Per questo credo che mi sarà utilissimo anche www.microblogging.it
Eppure, l'idea di concentrare in soli 140 caratteri un messaggio compiuto, di promuovere attività o post oppure (why not?) di allargare il numero dei contatti, mi affascina.

Ma cos'è il microblogging? Cos'è Twitter?


(via)

Come ogni cosa, anche il microblogging ha un rovescio della medaglia. Può facilmente diventare una mania o un modo per mettersi in mostra.
Per questo mi appunto anche una parodia che mi sembra una messa in guardia


(via)

Ma Twitter non mi bastava. E così, grazie (?) ad Alex Badalic ho scoperto anche meemi.com: eccomi anche lì.
L'avventura é appena iniziata. Affaire à suivre.

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categoria:appunti, glossario, network, web 20, social network, microblogging
martedì, 26 febbraio 2008
«Chi controlla la qualità dell'informazione sul web? ci vogliono regole? fissate da chi?»
L'intervista a Gaspar Torriero a StateOfTheNet 2008 è un grosso contributo alla riflessione su questi temi.
Per Gaspar, sul web, c'è un forte controllo di qualità. Ma è un controllo fatto a posteriori. I lettori, con i commenti, post che riprendono il tema o link
esprimono un giudizio di qualità, convalidano o contestano i contenuti di un post con una sorta di «effetto valanga».
La qualità non è assoluta. Ciò che per me è di qualità per altri può essere scadente. E viceversa.
Gli aggregatori permettono ad ognuno di «fare filtro» o di «scegliersi i filtri» fra quelli che più si avvicinano ai propri interessi. Accanto ad un controllo di qualità a posteriori vi è dunque anche una sorta di selezione delle fonti di qualità. Le buone fonti sono inserite nell'aggretatore. Le altre o non ci entrano o vengono poi scartate.
Nel web c'è posto per tutti. Per questo non ci vogliono regole speciali, bastano le regole del buon senso e quelle del vivere civile.

I giornali e il web
Per Gaspar, nel mondo ci sono redazioni che usano bene il web con modalità che si avvicinano al web 2.0. In qualche caso, attraverso il web, le redazioni permettono ai lettori di «dettare l'agenda», di segnalare o suggerire i temi che desiderano vedere approfonditi.
E un numero sempre maggiore di giornalisti aprono blog per avere un contatto diretto con i lettori, abbinando notizie e commenti personali o, come nel caso citato da Gaspar, raccontando una sorta di «dietro le quinte» che permette di capire il loro lavoro e quello dei colleghi. A titolo d'esempio, vi segnalo il blog di Marcello Foa  collega e amico dai tempi (suoi) del Giornale del Popolo.

L'intervista a Gaspar dura 20 minuti ed è un concentrato di spunti e riflessioni.
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categoria:appunti, internet, giornalismo, documentazione, blogger famosi
sabato, 09 febbraio 2008
L'invito di Roberta era per un semplice scambio di link per segnalare il nuovo indirizzo di "un tocco di zenzero - bioblog informativo sul benessere ambientale e abitativo".
Non potevo certo rifiutare. Il blog è stato però una piacevole scoperta.
Fra gli argomenti ho poi trovato anche temi molto vicini ai miei interessi quali Edilizia sostenibile - Efficienza energetica - Energie rinnovabili
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categoria:appunti, al lavoro, documentazione
martedì, 18 dicembre 2007
Non lo sapevo. Oggi il blog festeggia 10 anni.
Leggo su Repubblica che, in occasione del compleanno, Jorn Barger, «padre» della parola «weblog» ha pubblicato sulla rivista «Wired» dieci consigli destinati a tutti i blogger.
Me li appunto anche qui.
  1. Un vero blog è la raccolta di tutti gli URL che desideri salvare o condividere
  2. Puoi certamente inserire il link al tuo originale punto di vista, pubblicato altrove... ma se hai un numero di post originali superiore al numero dei link, hai probabilmente bisogno di imparare un po' di umiltà.
  3. Se, prima di pubblicare un post, spendi un po' di tempo per cercare, probabilmente trovi la tua idea già ben espressa altrove.
  4. Essere veramente se stessi è sempre più «hipper» che eliminare un link soltanto perché non è più abbastanza «trendy». Ai tuoi lettori serve per conoscerti.
  5. Quando descrivi un link, puoi sempre migliorare il titolo della pagina scelto dall'autore. Assicurati però che la descrizione sia sufficiente per permettere ai lettori di riconoscere le pagine che hanno già visitato.
  6. Indica sempre qualche aggettivo che descriva la tua reazione di fronte alla pagina (grande, utile, intelligente, ricca di fantasia, ecc.)
  7. Indica sempre la fonte che ti ha portato lì, in modo che i tuoi lettori possano attingere all'originale («moving upstream»).
  8. Avvisa i tuoi lettori quando possono trovarsi di fronte a «effetti speciali»: strane formattazioni, file di grosse dimensioni, ecc. Non nascondere il collegamento principale fra quelli ausiliari (o mal classificati).
  9. Scegli alcuni autori preferiti o celebrità e crea un Google News feed in modo da restare aggiornato sulle loro attività e permettere ad altri fans di seguirli attraverso il tuo blog.
  10. Segnala, di tanto in tanto, i tuoi link preferiti per le persone che si sono perse la tua prima segnalazione.
(Il mio inglese - supportato dal traduttore automatico e da ALICE Sapere - non mi permette una traduzione migliore. Mi scuso con i lettori, grato a chi vorrà contribuire a migliorarla)
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categoria:appunti, al lavoro, attualità
giovedì, 27 luglio 2006
Lo studio di Marco Faré intitolato "Blog e giornalismo, l'era della complementarietà" offre lo spunto per diversi articoli sul tema.
Mi annoto gli ultimi che hanno ottenuto la mia attenzione:

Azione no. 30/2006 di martedì 25 luglio 2006
Blog amaro per Nelly, voci nuove per i giornali, di Peter Schiesser (a pag. 1)
Il diario diventa informazione (I.a parte) di Alessandro Zanoli (a pag. 2)

Popolo e Libertà di venerdì 7 luglio 2006
Nuove forme di giornalismo, di Claudio Franscella, direttore.
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categoria:appunti
mercoledì, 28 giugno 2006

Su RTSI Mirella de Paris e i suoi ospiti mi hanno regalato un’ora dedicata ai blog. Con eleganza e competenza Mirella (a proposito: si capiva che sei una blogger esperta) ha condotto Stefania Parisotto, Bruno Giussani e Marco Farè in un’interessante chiacchierata che ha mostrato agli ascoltatori alcuni aspetti della blogosfera.

Impossibile riassumere tutto.

Annoto le cose che mi hanno colpito di più.

L’esplosione del numero dei blog è dovuta, secondo Bruno, ad una mini “rivoluzione tecnologica” evidenziata dalla disponibilità di una tecnologia di facile accesso; la sempre più capillare diffusione delle connessioni alla rete ad alta velocità (ADSL) e dalla crescita esponenziale del numero degli utilizzatori di Internet.

Per il professionista, il blog è un mezzo che permette di dare forma all’inizio di una storia o un articolo, di testare nuove idee o modi di esprimersi e verificarne l’efficacia con un pubblico interessato. Ma è anche una sorta di archivio, di contenitore di appunti e tracce di documentazione che possono sempre essere utili. È l’esperienza di Bruno ma anche la mia.

I blog sono una realtà che tocca da vicino il mondo dei giovani e delle donne.

Per i giovani non è nemmeno una rivoluzione. Chi oggi ha tra i 12 e i 22 anni è nato e cresciuto con Internet e il telefonino, ha imparato ad usare queste tecnologie per tessere e gestire contatti, non per isolarsi dalla vita reale ma per creare una complementarietà. Ho personalmente visto mio figlio aiutare un compagno a fare i compiti usando messenger.

Per le donne, la blogosfera è l’occasione per affermarsi, per avere un ruolo almeno paritario (ma nel mio caso sono stato portato in questo mondo da una donna, Luisa Carrada e tra i link preferiti prevalgono quelli gestiti da una donna). Anzi. Secondo Mirella e Stefania per le donne (anche per le massaie) il blog è un mezzo per valorizzare la scrittura femminile, un ambito in cui liberamente esprimere (con competenza) pensieri e opinioni nei campi più diversi.

Concludo con un’ultima osservazione (ancora di Bruno). Per i giovani (ma, mi pare, non solo) il blog è anche indice di un diverso rapporto con la privacy. Sul blog (grazie anche ad un certo anonimato) è paradossalmente più facile raccontare e raccontarsi aspetti molto riservati della propria personalità ed esperienza. Spesso un modo per esplicitare i propri pensieri, per verificarli, per confrontarli e, talvolta, modificarli: proprio come per i professionisti della comunicazione.

 

Dimenticavo: sono anche stati citati due blog (forse di più ma ero distratto).

Col favore delle nebbie e Fior di loto.

Senza dimenticare il blog di Bruno Giussani. Ci sarebbe anche quello di Mirella, ma lascio a lei la scelta di eventualmente svelarlo.

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categoria:appunti, al lavoro
domenica, 25 giugno 2006
L’ Almanacco dei libri di sabato 24 giugno (La Repubblica, pag.43) pubblica un’intervista a Thomas Friedman sul suo ultimo libro “Il mondo è piatto” da pochi giorni disponibile anche in italiano (edizioni Mondadori).
Secondo Friedman “il mondo oggi è una grande piattaforma, una piattaforma tecnologica in cui convergono forze tecnologiche e politiche, i pc, gli apple, i software, il wireless, tutte cose che sono connesse tra di loro; una grande piattaforma mondiale che costa sempre di meno, che mette in comunicazione sempre più gente e soprattutto che offre uguali opportunità a chiunque, in qualsiasi parte del mondo; non importa che lingua parli, non importa la razza, non importa la religione”.
Ma quali sono i “dieci giorni che hanno appiattito il mondo”?
“Il punto di partenza è la caduta del Muro di Berlino e la fine dei blocchi politico-ideologici. Poi ci sono stati il boom di Netscape in borsa che ha dato avvio all’innovazione tecnologica e agli investimenti in fibra ottica che è la rete autostradale del futuro; l’affermazione del free software come Linus. Poi sono venuti l’outsourcing, l’offshoring, l’insourcing, il supplychain. Processi che hanno reso possibile il più grande fenomeno di distribuzione geografica delle attività economiche e della diffusione di merci e servizi”.

Su “Il Sole 24 Ore” di domenica 18 giugno, Giorgio Barba Navaretti (barba@unimi.it) così ha riassunto le tre idee guida dell’autore:
“La mia prima idea di un mondo piatto è quella di un piano dove tutto si muove velocissimo: lo schermo di un televisore a cristalli liquidi o la superficie di una patinoire”…. “La seconda idea è che tutto si avvicina e che le lontananze siderali tra i Paesi si riducono”….. “La terza è che scompaiono le gerarchie, o per lo meno non esistono più élite appartare e silenziose con le quali non è possibile comunicare (anche il primo ministro ha un’e-mail)”.
Insomma, conclude Navaretti, “il mondo piatto di Friedman si riduce a questi tre fattori, rapidità, vicinanza geografica e meno gerarchie, che certamente hanno rivoluzionato il nostro modo di vivere”. Fattori che hanno portato anche ad una globalizzazione degli individui (un ingegnere di Philadelphia in concorrenza con uno di Shangai) che potrebbe significare la fine delle classi medie e una polarizzazione tra ricchi che pattinano e poveri che stanno a guardare?
Friedmann, annota Navaretti, “giustamente ci ricorda che non sarà così e che ancora una volta la strada passa attraverso la formazione, l’educazione e l’adattamento ai nuovi sistemi e alle nuove tecnologie….. Insomma, in questo nuovo mondo a tutti, in principio, è dato giocare ma l’esito della partita non è affatto chiaro. Non resta che rimboccarsi le maniche”.

Per non restare indietro – annota lo stesso Friedman nell’intervista – occorre tenere a mente due punti decisivi: le infrastrutture (piattaforme digitli avanzate, telecomunicazioni via cavo, aeroporti e autostrade informatiche che siano interconnesse) e l’istruzione (non solo nelle materie scientifiche ma le principali sono matematica, scienze, informatica, ingegneria).
Il principio che regola il mondo piatto è il seguente: qualsiasi cosa che può essere fatta, sarà fatta; da te o da qualcun altro. Ne consegue che è meglio essere protagonisti che non subire l’avanzamento della tecnologia”.
postato da: teo56ch alle ore 16:51 | Permalink | commenti
categoria:libri, appunti
giovedì, 22 giugno 2006
Di tanto in tanto mi piace andare in libreria, anche senza sapere esattamente cosa cerco.
Altre volte mi annoto i libri che vorrei acquistare ma poi, regolarmente, al momento buono gli appunti sono altrove.
È successo anche sabato.
Desideravo però trovare qualcosa che mi aiuti a migliorare la creatività e la qualità della mia scrittura. Il progetto di un corso estivo (o su un fine settimana) è, per il momento, rimasto tale per mancanza di proposte che si concliano con i diversi impegni.
Entro e vado direttamente alla sezione "manuali": molte proposte ma nulla di convincente.
Deluso, ma non rassegnato, provo nella sezione dedicata ai docenti.
Qualche tentativo e mi ritrovo fra le mani il Ricettario di Scrittura creativa di Stefano Brugnolo e Giulio Mozzi (ed. Zanichelli). Lo sfoglio, provo alcuni esercizi e lo acquisto.
Come in cucina, anche per la scrittura l'esito finale sarà il risultato di diversi ingredienti: la qualità e la chiarezza della ricetta (che mi sembrano date), la freschezza degli ingredienti, l'abilità del cuoco.
Spesso, la prima ciambella riesce senza buco, ma con l'esercizio chiunque può ottenere buoni risultati. Magari non da grande chef, ma almeno per sapere stare con dignità nella cucina di una redazione (reale o virtuale).
postato da: teo56ch alle ore 21:44 | Permalink | commenti
categoria:appunti, al lavoro