martedì, 25 novembre 2008
Oggi - 25 novembre - è la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne. Una giornata di azione e riflessione che si ripete ogni anno dal 2000.
Sul tema, segnalo un interessante dossier di Swissinfo, con un'intervista alla dottoressa italo-svizzera Monica Hauser, fondatrice di medica mondiale, un'organizzazione per l'aiuto e il sostegno alle donne e alle ragazze nei territori di guerra e di crisi.

Violenza sulle donne.


Foto dalla campagna di Amnesty Internetional Svizzera: "Non accade qui, ma adesso"

Le prime immagini che ci appaiono sono di donne picchiate, mutilate, sfregiate, violentate. Poi le donne e le ragazze vittime della guerra.
Ma c'è anche una violenza più sottile e pericolosa.
Silenziosa. Strisciante.
È la violenza che nega alla donna che ci sta accanto (moglie, compagna, collega di lavoro) il rispetto, la dignità, il valore delle sue idee.
È difficile, per noi maschi occidentali, di cultura giudaico-cristiana, accettare la libertà della nostra compagna di gestire la propria libertà e la propria vita. È una lotta continua contro una cultura secolare che ha negato alla donna questi valori.
Poi, finalmente, è arrivato Pap
a Giovanni XXIII. Nella Pacem im Terris ci ha ricordato, tra i "segni dei tempi" (n. 22) l'ingresso della donna nella società, la "sempre più chiara e operante" presa di coscienza della sua dignità.
Ci ha aperto gli occhi.
Ci ha aiutato a scoprire la figura di un Cristo rivoluzionario anche nel suo rapporto con le donne.
Ci ha stimolato ad incamminarci sulla strada della parità della dignità prima ancora che dei diritti.
Ogni giorno un passo avanti; a volte qualche ricaduta.
Ma, con l'aiuto delle nostre mogli, compagne, colleghe, possiamo, dobbiamo farcela e vincere la tentazione di usare la violenza, in ogni sua forma, per ristabilire un dis-ordine nel quale siamo purtroppo cresciuti.
Per loro e per noi. Ogni giorno e non solo il 25 novembre.
postato da: teo56ch alle ore 18:32 | Permalink | commenti (2)
Commenti
#1   25 Novembre 2008 - 20:18
 
Proprio per la tua chiusa, Teo, non ho pubblicato nulla. Perché sono stufo di "giornate", di ricordo, di commemorazione, di memoria, dai più puntualmente dimenticate il giorno dopo. Come sono stufo dei provvedimenti urgenti del giorno dopo, dopo che "il morto è già scappato".
Più che una presa di coscienza serve una forte iniezione d'amore.
Grazie per lo spazio,Ardovig
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#2   28 Novembre 2008 - 09:40
 
Caro e saggio @Ardovig
Sono d'accordo con te e con il tuo post del 26 novembre.
Per la metanoia o la conversione le parole non bastano.
Eppure, a volte, le parole servono per fissare un punto di partenza:
la presa di coscienza dei propri limiti e degli istinti più... bestiali.
Grazie per la tua attenzione.
Teo
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categoria:pensieri sparsi, attualità, società, documentazione