Come misurare il successo di un sito Internet?
Il numero delle visite, la loro provenienza, la fedeltà dei visitatori sono alcuni fra i parametri che indicano la popolarità del nostro sito.
Li troviamo nelle statistiche.
Personalmente uso Google Analytics e mi diverto a scoprire di avere più lettori in Italia che in Svizzera (3:1) o ad immaginarmi chi e perché ha visitato il blog dalla Romania o dall'Argentina.
Altri parametri sono il PageRank (5/10) o l'Autority attribuita da Technorati (sono a 30 ma ho fatto meglio).
Molta importanza è attribuita anche ai risultati dei motori di ricerca.
Molti si accontentano di ritrovare il proprio nome, oppure l'indirizzo del proprio sito.
Più importante, se attraverso il sito cerchiamo visibilità, clienti e business, è però il risultato che si ottiene con la ricerca di alcune parole chiave (keywords) con le quali vogliamo caratterizzare il nostro sito: ad esempio: copywriter in Ticino o a Bellinzona.
Pochi sanno che questi risultati non sono il frutto del caso.
O meglio: la posizione del proprio sito sui motori di ricerca può essere curata e migliorata.
È la professione del SEO (da non confondere con il CEO): Search Engine Optimizator o, in italiano, ottimizzatore per i motori di ricerca.
Un bravo SEO sa scegliere le giuste keywords (e molto altro ancora) per aiutare un sito a figurare sulle prime pagine delle ricerche.
I questi mesi, ho imparato molto sulle attività di SEO seguendo i blog di Alex Badalic, Emanuele Tolomei e Sean Carlos.
O meglio, credevo di avere imparato.
La mia ignoranza in materia di SEO (e, ahimé, non solo) è stata messa impietosamente a nudo da 15 domande, 5 settimane, 5 libri in omaggio, ecco il quiz SEO.
Scrive Sean: "una sorta di svago autunnale, orientato a stimolare un po' di discussione ed a sfatare i luoghi comuni sullo strumento Internet più utilizzato per trovare i prodotti e i servizi di un'azienda e non solo".
Non un sondaggio scientifico ma nemmeno un concorso.
L'obiettivo è dimostrare non solo l'importanza ma anche la vastità delle competenze di un buon SEO. Una professionalità sempre più importante per le attività di marketing nel mondo del web 2.0, che merita di essere riconosciuta e... adeguatamente compensata.
In Italia ma anche nella Svizzera italiana.
Dalle aziende ma anche da alcuni siti istituzionali (o di enti e attività lautamente sostenuti dal denaro pubblico).
Il numero delle visite, la loro provenienza, la fedeltà dei visitatori sono alcuni fra i parametri che indicano la popolarità del nostro sito.
Li troviamo nelle statistiche.
Personalmente uso Google Analytics e mi diverto a scoprire di avere più lettori in Italia che in Svizzera (3:1) o ad immaginarmi chi e perché ha visitato il blog dalla Romania o dall'Argentina.
Altri parametri sono il PageRank (5/10) o l'Autority attribuita da Technorati (sono a 30 ma ho fatto meglio).
Molta importanza è attribuita anche ai risultati dei motori di ricerca.
Molti si accontentano di ritrovare il proprio nome, oppure l'indirizzo del proprio sito.
Più importante, se attraverso il sito cerchiamo visibilità, clienti e business, è però il risultato che si ottiene con la ricerca di alcune parole chiave (keywords) con le quali vogliamo caratterizzare il nostro sito: ad esempio: copywriter in Ticino o a Bellinzona.
Pochi sanno che questi risultati non sono il frutto del caso.
O meglio: la posizione del proprio sito sui motori di ricerca può essere curata e migliorata.
È la professione del SEO (da non confondere con il CEO): Search Engine Optimizator o, in italiano, ottimizzatore per i motori di ricerca.
Un bravo SEO sa scegliere le giuste keywords (e molto altro ancora) per aiutare un sito a figurare sulle prime pagine delle ricerche.
I questi mesi, ho imparato molto sulle attività di SEO seguendo i blog di Alex Badalic, Emanuele Tolomei e Sean Carlos.
O meglio, credevo di avere imparato.
La mia ignoranza in materia di SEO (e, ahimé, non solo) è stata messa impietosamente a nudo da 15 domande, 5 settimane, 5 libri in omaggio, ecco il quiz SEO.
Scrive Sean: "una sorta di svago autunnale, orientato a stimolare un po' di discussione ed a sfatare i luoghi comuni sullo strumento Internet più utilizzato per trovare i prodotti e i servizi di un'azienda e non solo".
Non un sondaggio scientifico ma nemmeno un concorso.
L'obiettivo è dimostrare non solo l'importanza ma anche la vastità delle competenze di un buon SEO. Una professionalità sempre più importante per le attività di marketing nel mondo del web 2.0, che merita di essere riconosciuta e... adeguatamente compensata.
In Italia ma anche nella Svizzera italiana.
Dalle aziende ma anche da alcuni siti istituzionali (o di enti e attività lautamente sostenuti dal denaro pubblico).
postato da: teo56ch alle ore 12:02 | Permalink | commenti (1)
categoria:segnalazioni, marketing, seo , documentazione, web 20, cmn , marketing non convenzionale
Commenti

categoria:segnalazioni, marketing, seo , documentazione, web 20, cmn , marketing non convenzionale









