domenica, 28 giugno 2009
Leggo un telegrafico e tagliente post di Ardovig e mi lancio in una breve ricerca sull'uso di Internet quale mezzo di informazione sulla situazione in Iran.

Scopro - non avevo letto nulla qui nella Svizzera italiana - che il lancio di palloncini può anche essere un simbolo di resistenza pacifica e che Fatemeh Karimi è il nick di una studentessa che da Teheran racconta la vita di ogni giorno: come lei molti studenti sono subentrati ai giornalisti arrestati o espulsi per raccontare al mondo la protesta in atto.
I suoi contributi sono pubblicati in italiano dal quotidiano online L'AgendaNews che collabora con Reporter sans Frontieres. Sono ripresi anche da Repubblica.it.
Sul sito agendacomunicazione.it ci sono anche numerosi link a fonti di informazione sull'Iran (per chi legge l'inglese).

Terremoto in Abruzzo
Mentre scrivo, un lampo: ma cosa sta capitando in Abruzzo, dopo il terremoto?
Immagino i lavori per allestire il palcoscenico per il G8, rivedo il ministro Gelmini fare gli auguri agli studenti di Aquila per la prova di maturità.
Ma cosa succede dietro le quinte? cosa capita (o non capita) nei comuni e nei borghi lì intorno e che i potenti della terra non vedranno?

Forse sono "un comunista". Certamente sono come San Tommaso: fatico a credere che tutto proceda davvero per il meglio.
Anche perché le notizie giunte in Ticino dopo la visita ad Aquila di Paolo Rimoldidi per conto della Catena della Solidarietà erano tutt'altro che rassicuranti.
Le potete leggere qui e qui.
Conosco personalmente Paolo Rimoldi e Carlo Silini e sono certo che la fotografia presentata a metà maggio fosse assolutamente realistica e... prudente.
Ma oggi? Come qual è la situazione?
Cerco su google ma trovo ben poco: solo il blog e i twitt di Monique e Marta, "due donne dotate di neurone funzionante".
Vorrei saperne di più. Ci sono altre fonti?
sabato, 20 giugno 2009
Il Courrier International ha pubblicato un numero speciale dedicato al futuro della stampa scritta.
L'ho sfogliato approfittando di uno dei vantaggi del giornale su carta "In trenta secondi, il lettore pò farsi un'idea del contenuto di un giornale di quaranta pagine".
Mi fermo su un titolo e un sommario:
"Un quotidiano tutti i giorni è troppo - Adepto del multimedia l'editore Urs Gossweiler scommette sull'informazione locale e pubblica solo due volte la settimana la sua Jungfrau Zeitung".
L'articolo è un estratto di un'intervista sul Frankfurter Rundschau.
Secondo Urs Gossweiler "i nuovi media numerici ed elettronici non si fermano mai e riversano continuamente il flusso di informazioni sul mondo intero. Nessuno più sente ormai il bisogno di leggere la stessa informazione sedici ore più tardi su un foglio di carta. La stampa scritta può sopravvivere solo grazie alle esclusività. Per questo, oggi, la sola categoria di notizie dove è possibile trovare esclusività sono le notizie locali".

dal sito della Grossweiler Media AGRiemergono i ricordi degli anni passati al Giornale del Popolo e dell'incontro con Françoise di qualche giorno fa. Il suo "in Via San Gottardo si preparano cose nuove" aumenta la curiosità per le novità per il sito internet del GdP, la pagina su Facebook e il profilo su Twitter.

Alle assemblee di Stampa svizzera avevo incrociato Urs Gossweiler. Lo ricordo come un imprenditore aperto alle novità e alla ricerca di soluzioni adatte al microcosmo della regione della Jungfrau: 50'000 abitanti, nel Canton Berna, nel cuore della Svizzera, all'ombra dei giganti alpini.
Da lui avevo imparato il concetto di "media di prossimità" e di "Mikrozeitung" o micro-giornale, una categoria di giornali fondata dalla Jungfrau Zeitung.

Una storia di successo. Secondo il sito della Gossweiler Media AG, la Jungfrau Zeitung, raggiunge il 67% dei potenziali lettori ed i ricavi pubblicitari continuano a crescere.
E questo nonostante operi in un mercato mediatico particolarmente affollato con tre giornali, Berner Zeitung, Berner Oberland e Der Bund, che pubblicano ogni giorno anche un quaderno regionale. A questi si aggiungono i grandi quotidiani nazionali, due giornali per gli annunci delle autorità (Amtsanzeiger) e due giornali gratuiti.

Le due edizioni settimanali della Jungfrau Zeitung sono sostenute da un sito Internet che assicura ai lettori un flusso costante di notizie: 365 giorni all'anno, dal mattino fino a sera, su politica, società, economia, cultura, sport. Non mancano storie di società e persone e dossier di approfondimento.
L'edizione su carta offre invece la possibilità di leggere comodamente lunghe interviste, servizi e reportage ed assume la funzione di archivio delle notizie dei giorni precedenti.

Un modello esportabile
Secondo Urs Gossweiler, il modello è esportabile "in tutto il mondo, in ogni regione con circa 50'000 abitanti e con un'identità locale".
Anche nell'Europa che parla italiano esistono  microcosmi nei quali si potrebbe implementate il modello della "Mikrozeitung": sette nella Svizzera italiana e 400 in Italia.

Ho appena compiuto un percorso dal globale (la stampa nel mondo) al locale (la realtà di casa) e già i pensieri rispolverano un progetto di qualche mese fa e ripartono verso grandi mete. Per oggi, meglio fermarmi qui.

PS: alla crisi della stampa e alle ricette per superarla è dedicato anche questo articolo dell'Internazionale, segnalato da Luisa Carrada.
sabato, 20 giugno 2009
L'incontro con Claudine Giovannoni è cominciato nel mondo virtuale. Un commento sul blog, uno scambo di e-mail.
Il tema è affascinante, quasi una scommessa: come posso usare internet per promuovere i miei libri e il mio impegno sociale e umanitario?
Con un blog? Su anobii? e poi? Parliamone.

Claudine GiovannoniL'incontro faccia a faccia, in un bar a Locarno a cavallo della pausa di mezzogiorno è stato ancor più interessante.
Claudine infonde nei suoi interlocutori serenità, fiducia e entusiasmo
per le sue idee. Scopro - come ho scritto in un commento - che davvero la fraternità e l'amore per e tra le persone sono universali e comuni a tutte le persone, indipendentemente dalla loro fede o dalle convinzioni religiose.

Claudine è Una cittadina del mondo che scrive per passione. Di lei dice: "Vivo nella primavera dei sensi, dove i contorni della fantasia si confondono, tuffandosi a capofitto nel mio cuore, in un'altra dimensione".
Scrivere è per lei un modo mettere a disposizione di tutta l'umanità un suo "dono": i ricavi dei diritti d'autore per i suoi libri sono devoluti ad associazioni che operano per portare aiuti e sollievo ai bambini e ai poveri di tutto il mondo per riceverne in cambio... un sorriso di gioia e di gratitudine.
I diritti del primo libro Il Kumihino del Sole vanno a favore di African Smile, mentre quelli per Nebbie nella Brughiera porteranno aiuto all'Associazione Kam for Sud.

Scrive Claudine Giovannoni: "Il mio è un mondo anomalo dove regna la fantasia ed il desiderio di cambiare tutte quelle cose che non vanno... lo faccio per la profonda convinzione
che ogni essere senziente ha un compito su questo pianeta: io ho trovato il mio!"

I suoi libri, pubblicati da Seneca Edizioni, Torino possono essere acquistati anche online:

Il Kumihino del Sole

Nebbie nella Brughiera

martedì, 09 giugno 2009
È sbagliato scrivere "... in un paese più prossimo al Terzo Mondo ...".
Infatti, prossimo è un aggettivo nel grado superlativo, e quindi non ammette quel "più", come non lo ammettono altri superlativi quali ottimo, pessimo, integerrimo.
Va da sé che sono gravi errori anche "più migliore", più peggiore", "più deteriore", aggettivi del grado comparativo.

Aldo Fraccaroli, AZIONE del 8 giugno 2009
postato da: teo56ch alle ore 09:08 | Permalink | commenti (1)
categoria:citazioni, scrivere, ferri del mestiere, grammatica, al lavoro