sabato, 21 marzo 2009
"A Riace sconosciuti hanno sparato colpi di pistola contro il portone del ristorante gestito dall'Associazione Città Futura".
Non sono mai stato a Riace. Non ho mai visto i famosi bronzi di Riace (che però stanno al Museo Nazionale della Magna Grecia a Reggio Calabria). Non conosco personalmente il sindaco Domenico Lucano.
Eppure questa notizia, che forse non emergerà dal magma delle notizie di ogni giorno, mi ha colpito.

Conosco Riace e Domenico per i racconti di Odilia Negro - dell'associazione Re.Co.Sol., rete dei comuni solidali. Le sue testimonianze dell'impegno di Domenico e dei suoi amici di Città Futura mi hanno entusiasmato.
Nel 1998 un gruppo di rifugiati kurdi sbarca sulla spiaggia di Riace.
Domenico e i suoi amici li accolgono e ri-aprono per loro alcune case del vecchio nucleo rimasto quasi disabitato sulla collina.
Per questo piccolo comune calabrese di 1600 abitanti, nel cuore della Locride, è l'inizio di un'esperienza nuova, di uno sviluppo che passa attraverso il recupero delle vecchie case ma anche di tradizioni e conoscenze antiche.
Nasce il Riace Village "fondato sull'ospitalità e sull'accoglienza, per dare ai viaggiatori la possibilità di essere a casa, di incontrarsi e scambiarsi il contenuto del proprio bagaglio, di partecipare attivamente, di essere responsabili e partecipi alla costruzione di una Città futura".
La popolazione locale sostiene questo impegno. Domenico viene eletto sindaco.
La solidarietà e l'integrazione diventano motore di sviluppo per tutta la comunità. Un modello che la Regione ha accolto e ancorato in una legge regionale sull'accoglienza dei migranti.
Solidarità contro l'intimidazione
L'impegno di Domenico e di Città Futura sono stati condivisi anche da altri comuni della zona non piacciono a tutti. Gli spari degli scorsi giorni sono probabilmente un gesto di intimidazione, una provocazione nel clima della campagna elettorale.
Un gesto che colpisce Domenico e spaventa i giovani operatori dell'Associazione.
È importante che la violenza non paghi, che non riesca a fermare questa ed altre iniziative che dimostrano come gli immigrati sono persone che possono anche essere una risorsa per le comunità che li accolgono.
Come ha scritto Marco Boschini nel gruppo su Facebook dell' Associazione Comuni Virtuosi, attorno a Riace, a Domenico e ai giovani di Città Futura deve stringersi l'abbraccio e la solidarità di chi crede nel loro impegno:
"Forza Domenico, non mollare".
mercoledì, 11 marzo 2009
"Ciao. Ho una proposta per te».
La telefonata di Maurizio, uno dei motori di Borghi Autentici d'Italia è l'inizio di una nuova avventura, di una scoperta.
Da venerdì a domenica, alla Fiera di Milano City c'è "Fa' la cosa giusta" una grande vetrina del consumo e degli stili di vita "sostenibili": in casa, sul lavoro, in viaggio, nelle vacanze.
Un'idea di Terredimezzo Eventi che ha l'ambizione di proporre "il punto di incontro per tutte le realtà che in Italia promuovono l’economia solidale, il consumo consapevole e la responsabilità sociale d’impresa".
Ne avevo sentito parlare da Luca Mercalli a "Che tempo che fa".
Fa' la cosa giusta è il punto di incontro fra cittadini che cercano "progetti innovativi e creativi per un mondo più equo e pulito" e le aziende mettono la sostenibilità ambientale e sociale tra i criteri per l'offerta di beni e servizi ma anche associazioni del terzo settore e isituzioni ed enti locali che propongono un "cambiamento virtuoso dei modo di produrre, consumare, governare e divertirsi".
Gli incontri "in fiera" continuano anche con le modalità del web 2.0 e su Facebook.
Tra gli espositori c'è anche Borghi Autentici Tour che propone vacanze in una "Comunità Ospitale" alla scoperta di borghi, persone, sapori, voci, colori ma anche della storia e dello "stile di vita".
Un'offerta turistica di eccellenza basata sul paese, sulla comunità locale che si mobilita per accogliere ed ospitare i turisti, per dare loro l'opportunità di diventare "cittadini temporanei".
Sì, perché le autorità e i cittadini dei Comuni che aderiscono all'Associazione Borghi Autentici d'Italia sono "Gente che ama ospitare".
La proposta ardita di Maurizio è stata anche l'inizio di una nuova esperienza: sabato e domenica sarò a Milano per vivere dall'interno "Fa' la cosa giusta".
domenica, 01 marzo 2009
"Quale futuro per i piccoli comuni? e per le regioni periferiche?"
La crisi economica e le difficoltà finanziarie degli Stati rendono ancor più attuali queste domande che sono state il filo conduttore della 12. assemblea nazionale dei Borghi Autentici d'Italia di Tresigallo (FE).
Ci vogliono risposte concrete per evitare che 1650 piccoli Comuni italiani si trasformino, nel 2016, in "ghost town, città fantasma dell'età dell'oro".
L'impietosa diagnosi è contenuta nel Rapporto sull'Italia del "disagio insediativo" elaborato per conto di Confcommercio e Legambiente.
Per contrastare questa realtà, Borghi Autentici d'Italia propone ai piccoli Comuni di "fare rete" per rafforzare la volontà di mettere in evidenza e valorizzare le autenticità locali: il territorio, la cultura, l'identità, i prodotti tipici.
Il modello delle "Comunità ospitali" vuole trasformare i borghi (ma anche, ad esempio, una valle) in destinazioni turistiche nelle quali "tutti salutano tutti" e gli ospiti si sentano "cittadini temporanei".
Una proposta di sviluppo sostenibile che funziona.
Gli esempi non mancano.
L'ingrediente indispensabile è la volontà di prendere in mano il proprio destino, di unire gli sforzi con altre persone e territori che "ce la vogliono fare" e, per riprendere le parole di Stefano Lucchini, presidente dell'Associazione e sindaco di Sauris (Udine) credono di poter "trasformare il momento di crisi in un'opportunità di rinascimento urbano".