venerdì, 26 settembre 2008
Un mistero intriga abitanti e turisti di alcune città italiane: dov'è il Ruyi, lo scettro di Qubilay Khan, l'imperatore dei Mongoli?




Inizia da qui un gioco interattivo che, seguendo il filo di una caccia al tesoro e di molti enigmi, guida i cittadini e i turisti che si lasciano coinvolgere alla scoperta delle città di Venezia, Roma e Firenze.
La proposta è della ditta Log607 che ha sviluppato il gioco Whai Whai
Per giocare, basta un telefono cellulare e uno speciale quaderno. I più tecnologici possono avere anche la versione scaricabile su iPhone.
L'edizione di Roma sarà presentata domani, 27 settembre, in occasione del Festival della letteratura di viaggio organizzato dalla Società geografica italiana.

Il gioco mi sembra interessante. Due gli aspetti che mi affascinano. La componente culturale che porta alla scoperta di monumenti, angoli nascosti, particolarità di una grande città e, soprattutto, le possibilità offerte dalla tecnologia per il divertimento ma anche per la promozione di un'offerta turistica.
Rifletto. Certo, le dimensioni della Svizzera italiana sono molto più ridotte.
Eppure anche noi abbiamo molti monumenti e angoli naturali che possono essere fatti scoprire e conoscere.
Ci aiuteranno le nuove tecnologie e i nuovi media?
postato da: teo56ch alle ore 13:36 | Permalink | commenti
categoria:segnalazioni, ticino, crazymarketingnetwork
domenica, 14 settembre 2008
Varcare la dogana di Camedo e attraversare il ponte Rivellasca mi ha dato la possibilità di scoprire il calore della gente di Malesco e del Parco Nazionale della Val Grande.
Ho incontrato nuove persone. Tra queste Mario F. Broggi, direttore della Fondazione Bristol; Federico Cavalli, sindaco di Malesco; Beppe Savary-Borioli, co-presidente del Consiglio del Parco Nazionale del Locarnese.
Il convegno "Le nostre montagne tra paesaggio culturale e naturale" mi ha  aperto la mente a nuovi concetti come wilderness e convinto dell'utilità di sapere "fare rete" superando le frontiere.
Difficile riassumere in un post tutti gli stimoli di questa giornata. Ne indico tre.
La conferma dell'importanza della Regio Insubrica quale ambito per fare incontrare le persone, la società civile e le autorità del Cantone Ticino e delle province di Como, Lecco, Varese, Verbano-Cusio-Ossola e Novara.
Una riflessione sulla comunicazione e sulle singole presentazioni: l'autenticità e la forza dei messaggi è stata direttamente proporzionale alla vicinanza con la realtà. Federico Cavalli aveva fissato molto in alto l'asticella: fare meglio era oggettivamente difficile. Ma alcuni relatori potevano davvero dare di più.
Infine ho avuto la conferma dell'importanza e della forza della rete. Mi sono anche vieppiù convinto che la rete è tanto più ricca proprio per la gratuità degli scambi che permette. Ed allora ho ripreso in mano il libro di Luca De Biase, Economia della felicità che analizza "il ritorno alla centralità delle relazioni tra le persone, basate sui principi della gratuità e della partecipazione".