Premessa
La densità di mezzi di informazione nel Canton Ticino (320'000 abitanti) è, forse, da record: 3 quotidiani, 2 giornali domenicali, 3 settimanali di partito, una radio pubblica (3 reti), 2 radio private, una televisione pubblica (2 reti) e una televisione privata.
In attesa di uno studio sui costi di questa densità (ad esempio in termini di difficoltà decisionale delle autorità), non vi sono dubbi in merito alla particolare sensibilità (meglio suscettibilità) degli attori, siano essi giornalisti o editori.
Il fatto
Mirella de Paris, giornalista della RSI, ha condotto, negli scorsi giorni una trasmissione dedicata agli «Spin doctor» ovvero, per usare il titolo di un libro di Marcello Foa, «gli stregoni della notizia», coloro che ad arte «fabbricano» notizie con finalità che vanno oltre una corretta informazione. Nel corso della trasmissione, Mirella ed il suo ospite citano, quale possibile esempio un articolo di un «giornale locale».
Apriti cielo! Telefonate, proteste e pressioni. Il risultato: la RSI decide di diffondere un comunicato di rettifica. I dettagli e la versione di Mirella li trovate qui.
Qualche ricerca
Pochi click bastano per ritrovare l’articolo citato.
«Non è allattato ma è sveglio – L’intelligenza del bebé non dipende dal latte materno».
Ma dall’archivio online emerge anche un altro articolo:
«Latte di mamma “anti grasso” – L’allattamento naturale riduce i problemi di soprappeso».
I miei commenti
1. Sono sorpreso dalle analogie fra l’origine dei dati che hanno offerto lo spunto per i due articoli.
In gennaio la fonte era chiara: uno studio dell’Havard School of Public Health di Boston condotto su 5'600 ragazzi e le loro madri.
In ottobre si parla invece di un generico database statunitense con dati riferiti a oltre cinquemila bambini americani, figli di circa tremila madri, in parte allattati al seno e in parte nutriti con latte in polvere.
Sarà certo una coincidenza ma non riesco a cancellare il sospetto che i dati alla base dei due articoli siano gli stessi. Se così fosse, l’articolo di ottobre potrebbe anche essere una “notizia Findus”, tolta dal congelatore (chissà perché? Magari grazie ad un bravo spin doctor) non già dal settimanale locale ma dall’autorevole British Medical Journal.
2. L’articolo del 15 ottobre mi sembra scritto con la preoccupazione di tranquillizzare le mamme che per una qualsiasi ragione non possono (o non vogliono) allattare. Centrale è per me la frase: «Le mamme che non riescono ad allattare il proprio bambino […] possono star tranquille: i loro figli non saranno meno intelligenti […] per questo motivo».
Lo stesso articolo mi dice però anche che il quoziente intellettivo e le capacità di imparare sono significativamente influenzate dall’intelligenza materna, dagli stimoli che il bambino riceve a casa, dall’ordine di nascita e dalla situazione finanziaria della famiglia.
E allora, partendo dallo stesso database, si potrebbe forse sostenere che, almeno nella società statunitense, solo le mamme con buone condizioni finanziarie possono permettersi di allattare. Un’ipotesi che, se confermata, più che le indubbie qualità alimentari del latte materno, chiamerebbe in causa le disuguaglianze sociali.
Conclusione
Indipendentemente dalle intenzioni degli «Spin Doctor» ogni notizia è fortemente influenzata dall’approccio culturale (talvolta anche “ideologico”) di chi la riferisce.
Non mi scandalizzo. Cerco di esserne sempre più cosciente. E, quando posso, di mostrare anche come, partendo da approcci o ipotesi diverse si possa giungere a conclusioni diverse, talvolta anche opposte.
Anche per questo chi scrive dovrebbe sempre dichiarare da che parte sta o, per riprendere una pubblicità locale, «dichiarare il proprio colore».
P.S.: Rinnovo a Mirella la solidarietà per quella che, a mio avviso, è stata un’ingiustizia.










