Su RTSI Mirella de Paris e i suoi ospiti mi hanno regalato un’ora dedicata ai blog. Con eleganza e competenza Mirella (a proposito: si capiva che sei una blogger esperta) ha condotto Stefania Parisotto, Bruno Giussani e Marco Farè in un’interessante chiacchierata che ha mostrato agli ascoltatori alcuni aspetti della blogosfera.
Impossibile riassumere tutto.
Annoto le cose che mi hanno colpito di più.
L’esplosione del numero dei blog è dovuta, secondo Bruno, ad una mini “rivoluzione tecnologica” evidenziata dalla disponibilità di una tecnologia di facile accesso; la sempre più capillare diffusione delle connessioni alla rete ad alta velocità (ADSL) e dalla crescita esponenziale del numero degli utilizzatori di Internet.
Per il professionista, il blog è un mezzo che permette di dare forma all’inizio di una storia o un articolo, di testare nuove idee o modi di esprimersi e verificarne l’efficacia con un pubblico interessato. Ma è anche una sorta di archivio, di contenitore di appunti e tracce di documentazione che possono sempre essere utili. È l’esperienza di Bruno ma anche la mia.
I blog sono una realtà che tocca da vicino il mondo dei giovani e delle donne.
Per i giovani non è nemmeno una rivoluzione. Chi oggi ha tra i 12 e i 22 anni è nato e cresciuto con Internet e il telefonino, ha imparato ad usare queste tecnologie per tessere e gestire contatti, non per isolarsi dalla vita reale ma per creare una complementarietà. Ho personalmente visto mio figlio aiutare un compagno a fare i compiti usando messenger.
Per le donne, la blogosfera è l’occasione per affermarsi, per avere un ruolo almeno paritario (ma nel mio caso sono stato portato in questo mondo da una donna, Luisa Carrada e tra i link preferiti prevalgono quelli gestiti da una donna). Anzi. Secondo Mirella e Stefania per le donne (anche per le massaie) il blog è un mezzo per valorizzare la scrittura femminile, un ambito in cui liberamente esprimere (con competenza) pensieri e opinioni nei campi più diversi.
Concludo con un’ultima osservazione (ancora di Bruno). Per i giovani (ma, mi pare, non solo) il blog è anche indice di un diverso rapporto con la privacy. Sul blog (grazie anche ad un certo anonimato) è paradossalmente più facile raccontare e raccontarsi aspetti molto riservati della propria personalità ed esperienza. Spesso un modo per esplicitare i propri pensieri, per verificarli, per confrontarli e, talvolta, modificarli: proprio come per i professionisti della comunicazione.
Dimenticavo: sono anche stati citati due blog (forse di più ma ero distratto).
Col favore delle nebbie e Fior di loto.
Senza dimenticare il blog di Bruno Giussani. Ci sarebbe anche quello di Mirella, ma lascio a lei la scelta di eventualmente svelarlo.