mercoledì, 10 agosto 2005

Nimby  

La sindrome di Nimby (Not In My Back Yard – “non nel mio giardino”) indica le diverse attività che le popolazioni locali mettono in atto per osteggiare la realizzazione nelle vicinanze della propria abitazione di attività che possono essere all’origine di effetti negativi: impianti industriali, antenne per la telefonia mobile, discariche o impianti per lo smaltimento dei rifiuti, strade, ma anche centri d’accoglienza per i richiedenti l‘asilo o comunità di aiuto a tossicodipendenti.

Per taluni Nimby è sinonimo di egoismo individuale o delle comunità locali, di difesa di interessi particolari senza tenere conto di quelli generali. Ad esempio, tutti usiamo il telefonino ma nessuno vorrebbe un’antenna “nel suo giardino”. Per altri, invece, è segno di vitalità della coscienza civica, della preoccupazione per il rispetto dell’ambiente o dell’aspirazione ad una migliore qualità di vita.

Il fenomeno si sta però ampliando ad altre tematiche. Espressione della sindrome di Nimby (sia pure in senso opposto) sono anche le opposizioni alla chiusura o alla trasformazione di piccoli ospedali o alla soppressione di servizi sociali. Insomma: nessuno è autorizzato a ciò che ho anche se le cifre dimostrano che si tratta di uno spreco (o anche solo di un lusso non più giustificato). Pensiamo alle difficoltà che incontrano gli enti pubblici nel ridefinire i propri compiti o le modalità per la messa a disposizione di determinati servizi.

La soluzione sembra una maggiore e migliore comunicazione, a partire dall’idea del progetto e in tutte le diverse fasi e non soltanto dal momento dell’avvio della fase realizzativa. Informazione che deve coinvolgere i cittadini e tutti i rappresentanti dei diversi interessi in gioco (gli stakeholder) ed avere quale obiettivo la “costruzione” di relazioni intense, di qualità e basate sulla fiducia.

È dunque necessaria una precisa strategia di comunicazione che dedichi la massima cura all’individuazione degli interlocutori e che, agli strumenti classici, aggiunga la capacità di ascoltare.

Una bella sfida e, forse, un nuovo campo di impegno.

Per una definizione della sindrome di Nimby

www.nimbyforum.net

wikipedia in inglese o in tedesco

environnement.wallonie.be/cgi/dgrne/nimby/ninby/pheno_nimby.asp

www.ecoage.it/info/nimby.php

Per la messa a punto di una strategia di comunicazione

La comunicazione, la negoziazione e il consenso territoriale come fattori strategici nella realizzazione di impianti industriali e grandi opere civili per lo sviluppo del Paese; Nimby Forum 04/05

Piacenza e l’elettomagnetismo; Rapporto TIM, scaricabile (in formato doc) dal sito della Ferpi

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categoria:glossario, al lavoro
domenica, 07 agosto 2005

Zipping     

Zipping è un’operazione tecnica che permette la compressione dei file del computer grazie ad appositi sowtfare che ne riducono il volume.

A prima vista, nel titolo “Così, tra lo zipping e lo zapping cambia il nostro modo di comunicare(Gianfranco Marrone, La Stampa , ttL tuttoLibri, 6 agosto 2005) mi era sembrata una parola nuova. Letta questa definizione mi sono invece ricordato delle numerose volte che l’ho usata nella forma italianizzata: “hai zippato il file?”, “non posso leggere il documento perché è zippato”….

Il titolo ha però attirato la mia attenzione su tre libri che aggiungo alla “lista della spesa” per la prossima visita in libreria.

Atlante della comunicazione, a cura di Fausto Colombo; Hoepli, pp. 414 € 36

Il saggio affronta il vasto, complesso, multiforme, talvolta contradditorio mondo della comunicazione dando adeguato spazio a fenomeni quali il cinema, il design, l’editoria libraria e giornalistica, Internet, la moda, la musica popolare, la pubblicità, la radio, il teatro, la telefonia, la televisione e che spiega sigle come Itc o Mpeg, espressioni come moblog o peer-to-peer, termini quali clock o hacker  e, appunto, zipping.

Un libro, scrive Gianfranco Marrone, “dove le tematiche relative alla comunicazione ricevono una trattazione unitaria e al tempo stesso critica, e dove competenze disciplinari diverse (…) entrano in fruttuosa dialettica”.

Filosofia della comunicazione, a cura di Claudia Bianchi e Nicla Vassallo; Laterza, pp. 175 € 18

Affronta con taglio al tempo stesso rigoroso e divulgativo tutte le principali discipline filosofiche relative ai processi comunicativi, affidando a specialisti dei singoli settori la redazione di specifici saggi: sintassi (Moro), semantica (Picardi), pragmatica (Bianchi), semiotica (Volli), ermeneutica (Ferraris), retorica (von Eemeren e Houtlosser), epistemologia (Vassallo). Una rassegna, commenta Gianfranco Marrone, “che mette in gioco la forza analitica della riflessione filosofica per sviscerare, come sottolineano le curatrici, l’essenza e il senso dell’azione comunicativa.

Con-vincere, Donato Benedicenti; Donzelli, pp. 117, € 13

Si respira aria di campagna elettorale, in Germania, in Italia. Anche in Svizzera visto che il PPD annuncia di avere iniziato il lavoro di preparazione delle elezioni dell’ottobre 2007. La comunicazione politica torna ad essere al centro dell’attenzione, così come il dilemma se sia più importante la forma (cioè l’apparire, lo spettacolo, la presenza in TV) oppure la sostanza (le donne e gli uomini, i fatti, i programmi). 

In questo saggio, l’autore ricostruisce l’evoluzione della sfera politica in funzione della diffusione della comunicazione a partirre dall’analisi delle elezioni di George W. Bush, Zapatero, Chávez, Blair o Berlusconi. “Una piccola storia della comunicazione politica nell’era della piazza virtuale, come recita il sottotitolo, utile sia allo stratega dell’ultima ora sia a chi, forse criticamente, intende studiarne le mosse”.

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categoria:libri
domenica, 07 agosto 2005

Padronanza della lingua    

Ho appena finito di leggere “La coscienza di Zeno”, di Italo Svevo. Fra le ultime pagine sono stato colpito da questa “confessione”:

(Il dottore) non studiò che la medicina e perciò ignora cosa significhi scrivere in italiano per noi che parliamo e non sappiamo scrivere il dialetto. Con ogni nostra parola toscana noi mentiamo! Se egli sapesse come noi raccontiamo con predilezione tutte le cose per le quali abbiamo pronta la frase e come evitiamo quelle che ci obbligherebbero di ricorrere al vocabolario! È proprio così che scegliamo dalla nostra vita gli episodi da notarsi. Si capisce come la nostra vita avrebbe tutt’altro aspetto se fosse detta nel nostro dialetto. 

Italo Svevo; La coscienza di Zeno; Giunti Gruppo editoriale, Firenze

Mi ha fatto pensare a quante volte, per un’insufficiente conoscenza della lingua italiana, uso parole o frasi magari non precise o meno efficaci. Altre volte, invece, la pigrizia mi spinge ad accettare di non capire il significato di una parola ed a privarmi di ricchezze he resteranno nascoste.

 

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categoria:citazioni
mercoledì, 03 agosto 2005

Rieccomi  

Dopo una lunga assenza (della quale nessuno si è accorto) ho deciso di dedicarmi ancora a questo blog professionale.

Sento il bisogno e la voglia di imparare, la necessità di strumenti che mi aiutino a migliorare. Nella scrittura professionale ma anche in quella "per diletto".

Girovagando ho incontrato tre strumenti che, a prima vista, mi sembrano utili.

Anzitutto il vocabolario di Virgilio, con l'offerta di un aforisma al giorno, significati, sinonimi e contrari e molto altro ancora.

Poi due utili guide: alle tecniche di scrittura e ai corsi di scrittura creativa. Già, perché fra gli obiettivi del prossimo "anno scolastico" mi sono ripromesso anche di seguire qualche formazione specifica. Non so cosa, quando e dove: ma  almeno tento di capire "cosa bolle in pentola", quali opportunità ci sono, pronto ad accogliere suggerimenti, consigli e (anche) "messe in guardia".

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categoria:al lavoro